Laboratori Nazionali Gran Sasso

Addio a Gianpaolo Bellini, ideatore dell’esperimento Borexino ai Laboratori del Gran Sasso

Addio a Gianpaolo Bellini, protagonista della fisica dei neutrini e ideatore dell’esperimento Borexino ai Laboratori del Gran Sasso

 

 

È scomparso il 12 agosto nella sua casa a Foresto Sparso, in provincia di Bergamo, all’età di 91 anni, il fisico di fama internazionale Gianpaolo Bellini, già professore ordinario dell’Università degli Studi di Milano e scienziato emerito dell’INFN. Con il suo lavoro ha lasciato un segno profondo nello studio dei neutrini e nello sviluppo dell’INFN, contribuendo in modo determinante a fare dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso uno dei principali centri mondiali della ricerca in fisica astroparticellare, grazie in particolare all’esperimento Borexino, che ha ideato, insieme ai fisici i Frank Calaprice e Raju Raghavan, e guidato per oltre 20 anni.

Sotto la sua guida, l’esperimento ha ottenuto risultati che hanno segnato la storia della disciplina: dalla misura dei neutrini emessi dalle principali reazioni nucleari nel Sole, alla prima osservazione diretta dei neutrini prodotti dal ciclo CNO, fondamentale per comprendere i processi di fusione nelle stelle più massicce del Sole. Entrambe le scoperte sono state inserite tra i “Top Ten Breakthroughs” dell’Institute of Physics britannico, rispettivamente nel 2014 e nel 2020. Borexino è stato inoltre il primo esperimento a rivelare i geoneutrini, aprendo una finestra inedita sui processi di produzione di energia che avvengono nel centro della Terra. 

“Oggi perdiamo un grande scienziato, che ha dato un contributo fondamentale allo studio dei neutrini solari e alla comprensione delle reazioni che alimentano il Sole e le stelle,” ricorda Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN. “Per i suoi studi pionieristici, avrebbe sicuramente meritato che la sua carriera fosse coronata dal Premio Nobel. Grazie, Gianpaolo!”

“La scomparsa di Gianpaolo è una grandissima perdita, personale e scientifica,” commenta Marco Pallavicini, componente della Giunta Esecutiva dell’INFN e co-portavoce della Collaborazione scientifica Borexino. “Ho avuto la fortuna di condividere con lui l’avventura di Borexino per quasi trent’anni. Gianpaolo è stato un grande scienziato e una guida autorevole per tutta la collaborazione, capace di affrontare con determinazione le grandi sfide scientifiche e tecnologiche che hanno accompagnato la realizzazione dell’esperimento. Ha lavorato all’esperimento con grande entusiasmo e senso di attaccamento fino alla fine. Ci mancherà profondamente.”

“La scomparsa di Gianpaolo rappresenta una grave perdita per tutta la comunità scientifica e, in particolare, per i Laboratori Nazionali del Gran Sasso,” racconta Ezio Previtali, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN. “Gianpaolo è stato tra i promotori dei nostri laboratori e ha dedicato una parte rilevante della sua carriera scientifica a proporre, sviluppare e guidare l’esperimento Borexino. La sua forte personalità e il suo approccio deciso hanno contribuito allo sviluppo delle linee scientifiche da lui promosse e gli hanno consentito di superare le numerose difficoltà legate alla realizzazione di un esperimento così complesso come Borexino. La sua eredità scientifica sarà un punto di riferimento per le future generazioni di fisici e per molti degli esperimenti che nasceranno dalle idee da lui proposte.”

“Ho condiviso con Gianpaolo un lunghissimo tratto di strada di attività scientifica, centrato sull’avventura assolutamente unica ed esaltante di Borexino,” ricorda Gioacchino Ranucci, ricercatore dell’INFN e co-portavoce della Collaborazione scientifica Borexino, “Il successo dell’esperimento si deve alla solidissima guida scientifica di Gianpaolo che, da grande scienziato e capacissimo manager, lo ha portato brillantemente a termine superando difficoltà e ostacoli. Non solo noi colleghi di Borexino non dimenticheremo mai Gianpaolo, ma l’eredità scientifica dei risultati dell’esperimento rimarrà a testimonianza della sua straordinaria esperienza umana e di scienza. Oggi piango, oltre al collega, il fratello maggiore con cui ho vissuto una profonda e sincera amicizia.” 

Il valore del suo contributo scientifico è stato riconosciuto da numerosi e prestigiosi premi internazionali. Nel 2016, Bellini ha ricevuto il Premio Bruno Pontecorvo del Joint Institute for Nuclear Research di Dubna, “per i suoi eccezionali contributi allo sviluppo di metodi di rivelazione di neutrini a bassa energia, la loro realizzazione nel rivelatore Borexino e gli importanti risultati sui neutrini solari e i geo-neutrini ottenuti da questo esperimento”. E nel 2017 è stato insignito del Premio Enrico Fermi della Società Italiana di Fisica, “per i cruciali contributi alla fisica e all’astrofisica del neutrino presso il laboratorio sotterraneo del Gran Sasso”.

Prima dell’avventura di Borexino, Bellini aveva già dato contributi fondamentali alla fisica delle alte energie. Tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Novanta guidò gruppi congiunti dell’Università di Milano e dell’INFN impegnati in esperimenti al CERN, all’Istituto per la Fisica delle Alte Energie di Protvino, in Russia, e al Fermilab.

La sua carriera si è intrecciata profondamente con la crescita dell’INFN. Componente del Consiglio Direttivo dal 1973 al 1983, ne è stato vicepresidente dal 1983 al 1989, e ha presieduto il Comitato Nazionale di Calcolo dell’ente tra il 1981 e il 1983. Ha inoltre coordinato il programma nazionale sulla superconduttività applicata agli acceleratori LEP2 e LHC, contribuendo allo sviluppo di tecnologie destinate a grandi infrastrutture di ricerca internazionali.

All’Università degli Studi di Milano, dove è stato professore ordinario dal 1976, ha formato generazioni di ricercatrici e ricercatori, dirigendo anche la Scuola di Dottorato in Fisica, Astrofisica e Fisica Applicata dal 2003 al 2008.

È stato membro del Consiglio dell’European Physical Society dal 1980 al 1983, dell’European Committee for Future Accelerators dal 1983 al 1986. Ed è stato consulente per il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR), membro dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere e socio onorario della Società Italiana di Fisica.

 

 



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