Arte e paesaggio: nasce la Biennale del Gran Sasso
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-08-02 | Commenti: 0 | Letto 422 volte
La Biennale del Gran Sasso muove i primi passi: a settembre l'edizione zero tra arte contemporanea, paesaggio e comunità
Un territorio che diventa laboratorio creativo, un cammino che si trasforma in un museo diffuso e l'arte contemporanea come strumento per rileggere il paesaggio e rafforzare il legame con le comunità. È da queste premesse che nasce la Biennale del Gran Sasso, il nuovo progetto culturale che prenderà il via il prossimo settembre con la sua edizione zero, inserita nel programma di L'Aquila Capitale Italiana della Cultura.
Più che una semplice rassegna espositiva, la Biennale si presenta come un processo di ricerca e sperimentazione destinato a svilupparsi nel tempo. L'obiettivo è costruire un dialogo stabile tra artisti, istituzioni, abitanti e territori, facendo del Cammino del Gran Sasso il filo conduttore di un percorso che intreccia cultura, natura e partecipazione.
L'edizione inaugurale coinvolgerà i borghi, i rifugi e i sentieri del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, trasformandoli in luoghi di produzione artistica e confronto. Il programma prevede la realizzazione di interventi site-specific, concepiti per dialogare con il contesto naturale e storico che li ospita, insieme a progetti partecipativi e attività educative rivolte alle comunità locali e ai visitatori. L'idea è quella di superare il tradizionale concetto di spazio espositivo, portando l'arte direttamente nei luoghi del cammino e invitando il pubblico a scoprirla attraverso l'esperienza del territorio.
La Biennale nasce dall'incontro di tre realtà che negli ultimi anni hanno contribuito a valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico dell'Appennino abruzzese: Frequenze dal Gran Sasso, Il Cammino del Gran Sasso e la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre. Dalla loro collaborazione prende forma una visione condivisa, che individua nell'arte contemporanea uno strumento capace di interpretare il paesaggio, stimolare nuove riflessioni e promuovere occasioni di crescita culturale e sociale.
Determinante sarà anche il contributo del mondo della formazione artistica. Il progetto coinvolge infatti l'Accademia di Belle Arti dell'Aquila e l'Accademia di Belle Arti di Roma, chiamate a partecipare attivamente allo sviluppo delle iniziative e alla sperimentazione di nuove pratiche creative. Accanto a loro, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell'Aquila e Teramo accompagnerà il percorso affinché il dialogo tra contemporaneità e patrimonio storico si sviluppi nel rispetto dell'identità dei luoghi.
Fondamentale è inoltre la rete istituzionale che sostiene l'iniziativa. Il progetto può contare sul supporto operativo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sul sostegno della Fondazione CarispAQ e sulla collaborazione dei Comuni di Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio e Barisciano, territori attraversati dal Cammino e protagonisti di questa prima fase del progetto.
La scelta di inaugurare la Biennale nell'anno di L'Aquila Capitale Italiana della Cultura assume un significato particolare. L'iniziativa amplia infatti il raggio delle manifestazioni culturali oltre il capoluogo, coinvolgendo l'intero comprensorio del Gran Sasso e proponendo un modello di valorizzazione che mette in relazione i piccoli centri, il patrimonio ambientale e la produzione artistica contemporanea. Un approccio che guarda alla montagna non come semplice scenario, ma come soggetto attivo di una progettualità culturale capace di generare nuove connessioni tra residenti, artisti, escursionisti e visitatori.
Questa edizione zero rappresenta così un banco di prova per un progetto destinato a crescere negli anni. L'ambizione è quella di dare vita a un appuntamento biennale capace di richiamare artisti, studiosi e pubblico da tutta Italia, consolidando il Gran Sasso come luogo di ricerca culturale e sperimentazione artistica a cielo aperto.
Tra sentieri, borghi e paesaggi d'alta quota, la Biennale intende costruire un nuovo modo di abitare la montagna attraverso l'arte: un'esperienza che non si limita all'osservazione delle opere, ma invita a percorrere il territorio, ascoltarne le storie e partecipare alla costruzione di una nuova narrazione condivisa del cuore dell'Appennino.
Tweet
Commenta L'Articolo


























