Il Comune dell’Aquila continua ad essere il terminale delle graduatorie di altri enti
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-06-03 | Commenti: 0 | Letto 1441 volte
Il Comune dell’Aquila continua ad essere il terminale delle graduatorie di altri enti - Assumere non significa solo coprire caselle, ma creare opportunità per una comunità.
La federazione de “Il Passo Possibile” con i Consiglieri comunali Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia torna sul tema delle assunzioni al Comune dell’Aquila.
Ricordiamo tutti le serie di annunci degli esponenti di maggioranza: “79 nuove assunzioni stabili entro il 2027” e ancora "È stato infatti esplicitato con chiarezza che le assunzioni previste nel triennio saranno oltre 100…” e le contrapposizioni delle opposizioni sull’argomento.
Oggi gli atti amministrativi confermano esattamente ciò che, come Consiglieri, avevamo evidenziato.
Il tema che ritorna non è il numero complessivo delle assunzioni, ma la certificazione del modello di reclutamento che l’Amministrazione sta scegliendo per il futuro del Comune dell’Aquila.
La recente deliberazione di Giunta n. 252 del 28.5.2026 autorizza, infatti, l’utilizzo di graduatorie approvate da altri enti per l’assunzione di personale destinato al Comune dell’Aquila. Da una parte si attinge alla graduatoria del Comune di Celano per agenti di Polizia Locale (sette unità a tempo determinato e pieno, della durata di un anno) autorizzando, contestualmente, l’utilizzo di detta graduatoria anche per future necessità di rapporti a tempo indeterminato, dall’altra a quella dei comuni di Luco dei Marsi (una unità a tempo indeterminato e parziale al 50%) e di San Demetrio Ne’ Vestini (due unità a tempo indeterminato e pieno) per le figure tecniche.
Non discutiamo la legittimità delle procedure, ma poniamo una domanda politica inevitabile: perché un Comune che programma il proprio fabbisogno di personale per tre anni, che rivendica capacità assunzionali, che si definisce virtuoso sotto il profilo finanziario e che conosce da tempo le esigenze connesse alla ricostruzione, al PNRR, alla sicurezza urbana e al titolo di Capitale Italiana della Cultura, continua a rinunciare a bandire concorsi propri?
La programmazione del fabbisogno dovrebbe servire esattamente a prevedere le necessità future e organizzare procedure aperte, trasparenti e accessibili a tutti mentre qui assistiamo a un modello che fa sempre più affidamento su mobilità, comandi, convenzioni e, in particolare, graduatorie costruite altrove.
Una scelta che può essere più rapida e meno onerosa, ma è una scelta che riduce drasticamente le occasioni di accesso diretto per chi vive, studia e lavora all’Aquila.
Viene inevitabile chiedersi che idea di pubblica amministrazione abbia questa maggioranza.
Quella di un Comune che investe nei concorsi pubblici, seleziona direttamente le professionalità di cui ha bisogno e offre opportunità ai giovani del proprio territorio, o quella di un ente che preferisce limitarsi a intercettare graduatorie formate da altri?
La differenza è sostanziale poiché un concorso bandito dal Comune dell’Aquila rappresenta un’opportunità per i giovani del territorio, mentre l’utilizzo di una graduatoria formata altrove è semplicemente una soluzione organizzativa e sono due cose ben diverse.
Continuiamo a pensare che il Comune dell’Aquila debba essere la casa delle opportunità pubbliche per gli aquilani e non un terminale delle graduatorie costruite da altri e, per questo, continueremo a chiedere che la programmazione del personale torni a essere uno strumento di apertura e di opportunità.
La velocità di riempimento delle caselle non può essere l’unico criterio, soprattutto quando in gioco ci sono il lavoro pubblico, il ricambio generazionale e il futuro di una città.
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