Sanità, Paolo Romano lancia l’allarme: “Il distretto sanitario di Bazzano non si deve smantellare”
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-06-04 | Commenti: 0 | Letto 1322 volte
Sanità, Paolo Romano lancia l’allarme: “Il distretto sanitario di Bazzano non deve essere smantellato”
L’AQUILA – Preoccupazione per il futuro dei servizi sanitari nella zona est dell’Aquila. A esprimerla è Paolo Romano, esponente di L’Aquila Nuova, che chiede alla Regione Abruzzo e alla ASL Avezzano-Sulmona-L’Aquila garanzie sul mantenimento e sul potenziamento del distretto sanitario di Bazzano.
Secondo Romano, l’imminente apertura della Casa di Comunità all’interno dell’ospedale San Salvatore, finanziata con i fondi del PNRR, rischia di trasformarsi in un’operazione di accentramento dei servizi sanitari territoriali, con possibili ricadute negative proprio sul presidio di Bazzano.
“Le scelte compiute negli ultimi anni dalla ASL e dall’ex manager Ferdinando Romano rischiano di presentare oggi un conto pesantissimo ai cittadini della zona est dell’Aquila”, afferma l’amministratore, ricordando come il distretto abbia recentemente visto un rafforzamento delle proprie attività.
Tra i servizi attivati figurano infatti un nuovo ambulatorio di angiologia e chirurgia mininvasiva, dedicato a visite specialistiche, esami diagnostici e piccoli interventi, oltre alla nuova postazione del 118 H12, a servizio di oltre 25 mila residenti del quadrante orientale della città.
Per Romano appare contraddittoria la strategia seguita negli ultimi anni: da una parte il potenziamento del presidio di Bazzano, dall’altra la realizzazione di una Casa di Comunità all’interno dell’ospedale che potrebbe attrarre personale e attività territoriali, svuotando progressivamente il distretto.
Da qui la richiesta di un impegno formale da parte della Regione e della ASL affinché vengano esclusi trasferimenti di servizi e depotenziamenti del presidio sanitario della zona est. Al contrario, Romano sollecita un piano di ulteriore rafforzamento della struttura.
“Non accetteremo che dietro parole come riorganizzazione o razionalizzazione si nasconda l’ennesimo taglio ai servizi e l’ennesima penalizzazione per migliaia di cittadini che hanno diritto a una sanità di prossimità, efficiente e stabile”, conclude. “La zona est dell’Aquila non è una periferia da sacrificare. Su questo saremo inflessibili”.
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