Festa del Narciso 2026, edizione bagnata da pioggia e grandine

Festa del Narciso 2026, trionfa “Una notte come tutte le altre notti” nell’edizione bagnata da pioggia e grandine

 

 

ROCCA DI MEZZO – Il primo carro a sfilare è stato anche il vincitore. Un curioso bisticcio di parole sintetizza il verdetto dell’80ª edizione della Festa del Narciso di Rocca di Mezzo, segnata da pioggia e grandine che hanno inevitabilmente penalizzato le esibizioni del secondo giro. 

Un vero peccato, perché il pubblico aveva gremito ogni angolo della caratteristica piazza a forma di “L”, creando una splendida cornice alla manifestazione. Affollata anche la tribuna delle autorità, dove erano presenti il sindaco di Rocca di Mezzo Emilio Nusca, i colleghi Gennaro Di Stefano (Rocca di Cambio) e Angelo Ciminelli (Ovindoli), il senatore Michele Fina, la consigliera regionale Carla Mannetti, madrina dell’evento durante la conferenza stampa a Palazzo dell’Emiciclo, il presidente del Parco Sirente Velino Francesco D’Amore, il procuratore Alberto Sgambati, il Consiglio comunale di Rocca di Mezzo e lo storico parroco don Vincenzo Cataldo

Nonostante il maltempo, tutti e sei i carri hanno potuto completare almeno un giro con le rispettive coreografie. A conquistare il primo posto è stato “Una notte come tutte le altre notti” della Compagnia New Generation. Come un grande carillon in movimento, il carro ha raccontato inquietudini, timori, dubbi e incubi, mitigati dai sogni e dall’antico adagio secondo cui, alla fine, la notte porta sempre consiglio. 

Secondi a esibirsi sono stati i giovanissimi della Banda dei Superstiti con “La Danza della Grande Volpe”, caratterizzato da una gigantesca volpe in cartapesta color arancione. L’intera struttura è stata realizzata con materiali di recupero, con un forte messaggio di sostenibilità. 

Dimensioni imponenti anche per il terzo carro, “La leggenda dei Mazzamurejje” dell’omonima compagnia di Rocca di Cambio, che si è classificato al terzo posto. Protagonista della scena un grande Mazzamurejo in cartapesta con testa rotante, accompagnato da un pupazzo di neve e da un gigantesco fiocco di neve, entrambi interamente decorati con narcisi. Corale la partecipazione del paese, rappresentato nel passaggio simbolico dalla beferina e dal gelo invernale al risveglio della primavera. 

Il carro di Rocca di Cambio si è però aggiudicato il premio della giuria social, novità introdotta in questa edizione. È stato inoltre l’unico carro proveniente da fuori Rocca di Mezzo. All’ultimo momento, infatti, le frazioni di Fonteavignone e Terranera, così come Ovindoli, non hanno partecipato con un proprio carro per imprevisti organizzativi, pur contribuendo con la presenza di molti giovani confluiti nelle compagnie del paese ospitante. 

Quarta esibizione per la Compagnia del Mercatino con “80… e che la festa continui”, un omaggio agli ottant’anni della manifestazione attraverso la rievocazione di quattro carri simbolo della storia del Narciso. Dall’ispirazione originaria dei carri delle rose di Pasadena alle cartoline inviate dagli emigrati ai propri familiari, passando per Don Chisciotte del 1980, Occhio arriva Pinocchio, vincitore della 50ª edizione nel 1996, fino a Fratello Sole e Sorella Luna, omaggio all’ottavo centenario della morte di San Francesco. 

Un tributo alle radici del paese anche per il quinto carro, “Bella Rocca Me” della Compagnia dei Riciclati, che ha riprodotto fedelmente la celebre fontana a dodici lati di Piazza Principe di Piemonte, completa di giochi d’acqua colorata. La fontana, simbolo della vita comunitaria, è stata raccontata come testimone delle transumanze e delle migrazioni che hanno segnato la storia dell’Altopiano delle Rocche. 

Ultimo a sfilare, ma secondo nella classifica finale, “Le Cronache della Lunachella” di Pianezza e Compagnia Bella. Oltre alla gigantesca lumaca protagonista del carro, l’edizione 2026 sarà ricordata per la partecipazione della più giovane cittadina di Rocca di Mezzo: una piccola “coccinella” di poche settimane, portata in braccio dal padre durante la sfilata. 

La graduatoria finale è stata particolarmente equilibrata: “Una notte come tutte le altre notti” ha ottenuto 736 voti, precedendo “Le Cronache della Lunachella” con 732 voti e “La leggenda dei Mazzamurejje” con 729 voti. 

Il bilancio finale è quello di una festa che, nonostante il maltempo, ha celebrato al meglio la tradizione e la creatività delle compagnie locali. Un vero tripudio di narcisi e del loro caratteristico profumo: per l’edizione 2026 è stato stimato che l’infioritura complessiva dei sei carri abbia coperto una superficie di circa 113 metri quadrati. 

Federica Farda

 

 



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