MARIO RANIERI - di Fulgo Graziosi

MARIO RANIERI - di Fulgo Graziosi

 

 

 

Per una volta tanto sono stato invitato alla presentazione di un libro, non tanto come parte attiva, ma soltanto nella veste di spettatore, meglio ancora di uditore. L’invito non è stato soltanto formale, ma è stato integrato da una cortese telefonata dell’autore, Mario Ranieri.  Ho accettato con immenso piacere e ho esteso l’invito a partecipare alla Presidente dell’Associazione Culturale CESTAQ. Siamo arrivati in leggero anticipo all’appuntamento e siamo stati ricevuti con tutti gli onori dalla cortese consorte di Mario. Siamo stati presentati a diverse persone. Abbiamo potuto salutare affettuosamente Mario e ci hanno fatto accomodare in prima fila. Personalmente non devo effettuare la recensione della pubblicazione di Mario Ranieri. L’hanno già fatta egregiamente e con la dovuta professionalità i molteplici relatori di particolare livello culturale. Vorrei parlare, invece, se mi riesce, dell’uomo, del professionista, dell’amante della musica, della cultura in senso ampio che Mario possiede. Ci conosciamo da diversi anni. Ho frequentato il suo studio di fisioterapista accompagnando mia moglie per un trattamento posturale. Molti ritengono che Mario Ranieri sia un non vedente. Personalmente sono convinto dell’esatto contrario e ve lo dimostro. Muove le mani sul corpo con attenzione e con una leggerezza non comune. I polpastrelli navigano sulla pelle come sensori della risonanza. Tutta questa operazione viene effettuata nell’assoluto silenzio. Dopo una breve pausa, la diagnosi. È particolarmente infiammata questa fascia muscolare e devo effettuare una serie di massaggi per alleviare il disturbo. Poi passerò all’applicazione di particolari esercizi posturali. Fui sottoposto allo stesso trattamento pur non avendone fatto richiesta. Questo modo di agire non lo troviamo nella sua particolare professionalità. Lo incontriamo anche nella maniera di porsi, di rapportarsi con la società. È un uomo che sa ascoltare. Sa metabolizzare tutto ciò che sente. Poi, con calma, con un linguaggio cortese e comprensibile, entra nel merito del discorso, sostenendo tematiche chiare e attinenti, senza mai far pesare la propria opinione. I giudizi, a volte, sono lapidari, precisi e interessanti, anche se inizialmente accettati con qualche riserva mentale. Poi, riflettendo sui contenuti, si finisce sempre per accettarli pienamente. Questo è sinteticamente Mario Ranieri. Lo ritroviamo perfettamente, nella stessa veste mentale, nella stesura del suo ultimo lavoro, di recente dato alle stampe, “La Fonte”. Il titolo per significare che Mario va sempre alla ricerca dei ricordi, delle radici, dei rapporti familiari e delle innumerevoli amicizie, dei particolari della vita da bambino, da ragazzo, da giovane e da adulto. Con questa nuova pubblicazione vuole riportare alla memoria i giochi, le scorribande, i personaggi e, soprattutto, l’ambiente in cui è vissuto nel paese natio, curando la realizzazione di istituzioni prettamente culturali. Non basta. Ha saputo mettere in luce la profonda fede di credente, non in maniera bigotta, ma con l’uso della ragione e di una spiccata intelligenza. Mario ha saputo dare un esemplare esempio di una radicale interpretazione della mancanza della vista attraverso un processo evolutivo, per mezzo del quale ha saputo cogliere aspetti della vita sociale e della stessa religione meglio ancora di chi non ha le medesime carenze. Ha fatto parlare il cuore attraverso le elaborazioni della mente. La Fonte merita un’attenta lettura perché contiene, a mio avviso, un particolare messaggio per farci apprezzare dovutamente tutto ciò che abbiamo a nostra disposizione. Questo è Mario Ranieri.

Fulgo Graziosi

 



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