Gran Sasso, la montagna presenta il conto: una valanga cancella il rifugio delle Solagne

Una massa imponente di neve e detriti è scesa a valle travolgendo e distruggendo il rifugio delle Solagne, un piccolo ricovero per pastori costruito circa trent’anni fa. Sorgeva a pochi metri da un’area già segnata, in passato, da una valanga devastante. Un luogo in cui, già allora, era stato chiaramente sconsigliato costruire.

A riportare quanto accaduto è Davide Peluzzi, esploratore e alpinista, presidente dell’associazione Explora. È stato tra i primi a raggiungere il rifugio ormai sepolto sotto la neve, insieme a Giampaolo Gioia e Umberto Lorenzetti. Dal suo profilo Facebook, Peluzzi affida alla memoria e alla riflessione il racconto di quanto visto.

“Una grande valanga ha colpito l’Alta Valle del Chiarino, uno degli angoli più suggestivi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, spesso descritto come un Eden per un turismo sostenibile e sicuro.

A distanza di circa trent’anni, il rifugio dello Stazzo di Solagne è stato nuovamente distrutto. Negli anni ’90 partecipai, insieme alla guida alpina e amico Lino D’Angelo, a una riunione operativa organizzata dal Parco per decidere dove ricostruire il rifugio dopo una precedente distruzione. Gli esperti indicarono un sito più elevato, meno esposto al rischio valanghe, nei pressi del Dente del Pastore. Ma quella proposta non fu accolta: alcuni pastori, con decisione, imposero di ricostruire esattamente nello stesso punto.

Oggi, di fronte a quanto accaduto, torna inevitabile quella scelta. La natura, in fondo, segue le sue regole e, prima o poi, le impone anche all’uomo.

L’auspicio è che, questa volta, le decisioni future possano essere guidate con maggiore fermezza, nell’interesse di tutti.

Nel frattempo, massima attenzione: tutta l’area è a rischio. Lungo la strada carrozzabile si segnala inoltre una profonda buca, piena di fango e acqua, superiore ai 70 centimetri.”

 

 



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