Il Territorio della Montagna di Filetto (AQ). Dal passato al presente

Territorio della montagna di Filetto (AQ). Dal passato al presente:(Strade – Fontane, Lago, Cascata dello Schizzataro – Rifugi Montani).

di Giovanni Altobelli -

 

 

Nell’immenso territorio pedemontano del Gran Sasso, si trova Filetto in una posizione collinare bellissima e invidiabile che guarda a nord verso il Gran Sasso e Pizzo Cefalone. Questo racconto è la narrazione della montagna e dell’ambiente dal passato ad oggi, come si sono comportate le varie amministrazioni locali e la stessa gente che ci vive.  Cerco con semplicità di ripercorrere la situazione delle varie fasi della frazione di Filetto.

Strade. Filetto è un paese ben collegato e dista 17 Km. da L’Aquila e 8 Km. da Paganica (grosso centro utile per qualsiasi attività commerciale e amministrativa).  La strada Provinciale 103 che si innesta dalla S.S. 17 da Camarda per Filetto per Km. 5 si raggiunge in breve tempo dal paese, tale strada necessita di maggiore manutenzione, per una lunghezza di Km 16 fino a Pescomaggiore e Paganica.  Una seconda strada Comunale porta a Piani di Fugno e al Bivio di Monte Cristo, percorrendo 7 Km. in 10 minuti.  Da una decina di anni questa strada, dal mese di marzo fino a ottobre è frequentata da centinaia di ciclisti, motociclisti e camper, ritenuta una delle più belle strade della zona. Sarebbe opportuno Provincializzarla, al momento deve essere messa in sicurezza con 300 m. di guard – rail, occorrono circa 25 piazzole di svincolo per evitare incidenti a causa della strada stretta. Sarebbe opportuno tagliare molte piante invasive, pini, rovi ed altro che precludono la visibilità stradale. Altro collegamento stradale è la Filetto – Barisciano di circa 10 Km. Inoltre, bisogna continuare a sistemare e ripulire molte strade di campagna come si faceva una volta dall’Unità d’Italia fino agli anni 70, quando di consueto passavano le guardie forestali del Comune, oggi tutto appiattito e abbandonato.

(Fontane – Lago di Filetto e Cascata dello Schizzataro).  Con i cambiamenti climatici, la mancanza delle copiose nevicate e delle continue piogge come nel passato, ha fatto seccare numerose fontane e diversi piccoli laghi del Gran Sasso, rischiano anche gli animali al pascolo che soffrono la sete. Ma forse raccontando la situazione da profano, 70 anni fa non erano ancora tanti i boschi, che oggi non vengono più tagliati e ripuliti, ma assorbono in superficie sottostante grandi quantità di acqua che non scorre più a valle come una volta. Cerco di elencare una serie di fontane attualmente secche.  L’antica Fonte Bella costruita nel 1815 con a fianco il bagno delle pecore, non ne esce una goccia, captata male già dai precedenti interventi da parte del Comune, Fonte Rubbio un Km più sopra costruita nel 1934, spostata e ricostruita nuova nel 1995, con una superficialità dove è stato messo un tubo di mezzo pollice, ma non è mai transitata l’acqua, attualmente è secca. All’imbocco di Piana di Fugno a quota 1380, un’antica fontana denominata “Fonte Pantani” costruita dagli vecchi filettesi nel 1920, con ordinanza Comunale fu demolita e ricostruita a 10 m di distanza in basso nel 1998, da quel dì non è uscita più una goccia d’acqua e le pietre di rivestimento stanno cadendo. Il Lago di Filetto è sporco e pieno di fanghiglia, mentre nel passato venivano fatte cicliche operazioni di ripulitura, oggi non è più permesso e lentamente senza una minima manutenzione si sta seccando  “rimanendo una pozza sprofondata” malsana dove i pochi uccelli rimasti possono bere qualche goccia d’acqua. Gli enti preposti Comune e Parco non fanno niente per salvarlo e la gente del paese e i turisti stanno a guardare la lenta agonia…

La Cascata dello Schizzataro è secca, è la conseguenza delle acque che mancano dalla Piana di Fugno, molti turisti arrivano e rimangono delusi, nonostante “L’Asbuc di Filetto” ha eseguito un ottimo lavoro di taglio e ripulitura e hanno allestito un’area verde di sosta con panchine. Non è stata fatta la ripulitura della strada che dal paese scende verso lo Schizzataro, dove si dovevano tagliare le piante invasive, sarebbe stato  utile anche per gli operatori della  Gran Sasso Acqua e del Comune per i vari servizi.

Rifugi Montani.  Mentre nel lontano passato, dagli inizi del 900 erano state costruite da privati cittadini, alcune casette per ricovero bestiame. L’anno 1973, la Comunità Montana Amiternina finanziò una somma totale di 70 milioni vecchie lire per la costruzione di due rifuggi montani, mai accatastati dal Comune dell’Aquila ricadente nella frazione del territorio di Filetto. Il primo venne costruito alla Piana di Fugno, proprio di fronte al Lago di Filetto, “Fog. 47 Comune Censuario di Camarda” per uso di ricovero di allevatori che esistevano all’epoca, c’era anche un camino con due grandi stanzoni. Ma alcuni allevatori lo usarono arbitrariamente per uso di rimessa di galli, galline e vitellini, vennero staccate porte e finestre. L’altro rifugio venne costruito a  6 Km. dopo nella località “Le Macchie o Macchiole”, lato destro sopra ad una piccola altura “Fog. 47 Comune Censuario di Camarda” per la frazione di Filetto.  Anche questo rifugio rovinato nel tempo, dai barbari e incivili devastatori, aveva una porta d’ingresso molto larga, tanto che ci entravano anche le mucche incinte, cavalli e vitellini, divenne una vera stalla con quasi un metro di letame, invece di ricoverare all’occorrenza gli allevatori con il maltempo e le improvvise nevicate. Fu denaro speso bene, realizzato bene, ma i rifuggi vennero gestiti e utilizzati male senza i dovuti controlli. I due rifugi vennero abbandonati per sempre nel 1995. Il rifugio del Lago, venne riparato dal Circolo di Filetto e dall’A.C.F. “di Assergi” con 5000 Euro versati del legnatico nel 2002 al Comune. Mentre recentemente viene riportato dagli organi di stampa del 12 settembre 2025 che il Comune dell’Aquila in sintonia con l’Asbuc di Filetto, vogliono riqualificare i due rifugi. Sperando che venga effettuato un ottimo lavoro di recupero di acque piovane, per eventuali servizi igienici a valle con deposito riportato a monte per la distribuzione, con fossa imhoff alla parte bassa per recupero liquami, realizzando sul lato sinistro una piccola struttura aperta per alloggio da eventuali temporali e nevicate improvvise. Oltre l’installazione di pannelli solari per produrre energia elettrica. La struttura interna servirà per alloggio, bagni e mensa. L’esterno della struttura va recintato con pali di castagno tipo “Croce di sant’Andrea” con cancelletto all’ingresso. Queste indicazioni non devono essere considerate prevaricazioni verso i bravi ingegneri progettisti, ma semplici indicazioni. Altra soluzione, sarebbe quella di portare l’acqua e la corrente dal Piazzale di Monte Cristo fino a Piana di Fugno, come promesso durante la campagna elettorale delle Regionali del 2008 da un consigliere comunale e regionale, che poi non fece nulla.  Gli abitanti di Filetto si augurano che venga fatto un buon lavoro e che non si ripetano gli stessi e continui errori del passato, ma che venga data una svolta e la possibilità ai pochi giovani di Filetto per trovare una certa occupazione gestionale.

Collezione fotografica di Giovanni Altobelli

 



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