Scoperta una targa in ricordo di Franco Gambacurta ucciso dai tedeschi il 25 settembre 1943

Gli abitanti di Filetto, dopo 82 anni ricordano con una targa lo studente Franco Gambacurta ucciso dai tedeschi il 25 settembre 1943. 

 

- di Giovanni Altobelli -

 

In località "Capo la Forca" all'imbocco della Piana di Fugno, a quota m. 1388 lungo la strada che da Filetto porta al bivio di Montecristo, si è svolta una cerimonia semplice ma molto significativa, è stata inaugurata una targa alla memoria dello studente di Filetto Franco Gambacurta nato il 20 settembre 1927. Appena dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, mentre gli alleati anglo-americani iniziavano a bombardare la capitale, soprattutto il quartiere San Paolo, il padre Luigi Gambacurta gli fece prendere la corriera per ritornare a Filetto dallo zio, Vito Gambacurta per evitargli la morte. Il 25 settembre del 1943, gruppi di fascisti aquilani e di Paganica, simpatizzanti del regime nazi-fascista informarono il Comando Tedesco che nelle montagne di Filetto si nascondevano, soldati inglesi e partigiani. La mattina presto di quel giorno, quattro plotoni di circa 40 militari, con i loro comandanti si presentarono alla Piazza dell'Aia di Filetto per incamminarsi verso la montagna in vari gruppi. A quei tempi non esistevano strade percorribili e neanche tanti boschi. In quei giorni i contadini erano impegnati alla raccolta delle patate e a pascolare i loro animali. Verso le ore 10 del mattino si sentirono elicotteri sorvolare il paese e alcuni colpi di fucili e di mitragliatrice. La gente era impaurita, un gruppo di soldati tedeschi formato da 5 militari avvistarono 5 giovani di Filetto tra i quali Franco Gambacurta che si dirigevano verso Capo la Forca. Secondo i racconti dei vecchi del paese i militari litigavano fra di loro, un soldato tedesco era stato ucciso e venne caricato sopra ad mulo della sedicenne Genovina Marcocci che per la paura morì appena finita guerra di un male misterioso. I militari si affrettarono verso il costone di Capo la Forca dove in quel momento si trovavano i 5 giovani di Filetto, si scagliarono con violenza verso il giovane Franco Gambacurta, che, terrorizzato, chiedeva di essere risparmiato per non aver fatto niente. I tedeschi pensavano che avesse buttato via una pistola durante il percorso e gli spararono in testa.

La vicenda è stata raccontata dai giornali e dai social più volte fin dal 2013. Nel 2021, un gruppo di cittadini di Filetto sensibili a questa storia   proposero di erigere una targa alla memoria a Franco Gambacurta. La mattina alle ore 11,00 del 19 luglio 2025 un gruppo di oltre 100 persone di Filetto e altri paesi, hanno assistito alla scoperta della targa, che è stata benedetta dal parroco Don Jairo.  Era presente alla cerimonia la nipote Stefania Valeriani e la figlia Laura coronati, la sorella ultra centenaria è rimasta a Roma. Erano presenti altri cittadini che si sono fermati per lo storico evento. Il giornalista filettese Alessandro Marcocci ha fatto una introduzione dell'evento storico, passando poi la parola agli altri. Si ringraziano i parenti di Franco Gambacurta per la loro presenza, si ringrazia l'uso Civico di Filetto per l'iniziativa, si ringrazia Augusto Zugaro e fratelli e Soc. Inerti, si ringrazia Daniele Cialone per la messa in opera della grande pietra e tutti i bravi ragazzi di Filetto che hanno collaborato. Qualcuno potrebbe pensare che "Capo la Forca" sia un "Triste Presagio di Morte". Invece sarà nel futuro un luogo di speranza e di ricordi della nostra storia del 900. Ogni ciclista, motociclista, escursionista o persona qualunque, quando passerà in questo percorso della memoria,   si fermerà a leggere e salutare Franco Gambacurta ucciso dai nazisti ingiustamente. Per non dimenticare e per rifiutare le guerre nel mondo.

Cittadino di Filetto Giovanni Altobelli 19 luglio 2025.


 

 



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