Lo chef Dario Del Signore conquista Acqualagna con i sapori della sua terra
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-11-02 | Commenti: 0 | Letto 249 volte
Lo chef del ristorante Il Borgo di Assergi porta al Tartufo Award le eccellenze della sua terra con le Fettuccine alle Sante Marie. Una cucina fatta di tecnica, sensibilità, ricerca e profondo rispetto per le radici.
C'è una qualità che distingue uno chef capace di lasciare il segno: saper trasformare gli ingredienti in emozioni, senza perdere il legame con la propria terra. Dario Del Signore, chef del ristorante Il Borgo di Assergi, appartiene a questa scuola di cucina. La sua cifra stilistica nasce dall'incontro tra competenza tecnica, sensibilità gastronomica e una conoscenza autentica delle tradizioni abruzzesi. Una cucina che non rincorre l'effetto scenografico, ma punta sulla qualità della materia prima, sull'equilibrio dei sapori e sulla capacità di raccontare un territorio attraverso ogni piatto.
È con questo patrimonio di esperienze e valori che lo chef abruzzese ha rappresentato Sante Marie, borgo della provincia dell'Aquila e membro dell'Associazione nazionale Città del Tartufo dal 2020, alla 61ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna. In occasione del Tartufo Award, competizione nazionale che mette a confronto sei Città del Tartufo, Del Signore ha portato in gara una proposta capace di esprimere la propria identità culinaria: le Fettuccine alle Sante Marie.
La finale, disputata il 1° novembre, lo ha visto confrontarsi con Alba e con lo chef George Uta, in una sfida che ha messo al centro il valore della tradizione gastronomica e le diverse identità territoriali.
La cucina come racconto di una terra
Il piatto presentato da Del Signore è un concentrato di Abruzzo: fettuccine, olio extravergine di Pianella, ricotta di pecora del Gran Sasso, guanciale croccante di Mascioni e tartufo uncinato. Ingredienti selezionati con attenzione, ciascuno portatore di una storia, di un paesaggio e di una cultura produttiva.
Dietro questa preparazione emerge una delle caratteristiche più interessanti dello chef: la capacità di costruire un'identità gastronomica riconoscibile, valorizzando prodotti diversi senza sovrapporne le personalità. La sua è una cucina di equilibrio, nella quale la tecnica è al servizio del gusto e la creatività non diventa mai un pretesto per allontanarsi dalla sostanza.
La fettuccina richiama la pasta della tradizione, la ricotta restituisce la delicatezza del mondo pastorale, il guanciale introduce una nota intensa e croccante, mentre l'olio extravergine lega gli elementi con eleganza. Il tartufo completa il percorso aromatico, portando nel piatto il profumo dei boschi e della montagna.
Non c'è ricerca di artifici, ma un lavoro attento sulle consistenze, sulle proporzioni e sulla qualità delle materie prime. È proprio in questa apparente semplicità che si riconosce la sensibilità di Del Signore: saper dare valore a ogni ingrediente, rispettandone l'origine e trovando il punto d'incontro tra tradizione e interpretazione personale.
Il valore della memoria e della transumanza
Nelle Fettuccine alle Sante Marie c'è molto più di una ricetta. C'è il racconto di una civiltà pastorale che per secoli ha attraversato l'Appennino, seguendo il ritmo delle stagioni e i percorsi della transumanza.
I tratturi, le greggi, i pascoli e le antiche consuetudini legate alla produzione dei formaggi diventano parte di un linguaggio gastronomico che Del Signore interpreta con rispetto e consapevolezza. La transumanza, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità, rappresenta infatti una delle espressioni più profonde dell'identità abruzzese.
Lo chef riesce a tradurre questa eredità in un piatto contemporaneo senza snaturarla. È una qualità importante: conoscere la tradizione non significa ripeterla meccanicamente, ma comprenderne il significato e restituirla in una forma capace di parlare anche al pubblico di oggi.
Dario Del Signore, ambasciatore dei sapori d'Abruzzo
Nel suo lavoro al ristorante Il Borgo di Assergi, Dario Del Signore porta avanti una visione della cucina profondamente legata al territorio. La partecipazione ad Acqualagna rappresenta un'occasione per mettere in evidenza le qualità che caratterizzano il suo percorso gastronomico: attenzione alla selezione delle materie prime, sensibilità negli abbinamenti, rispetto delle produzioni locali e capacità di trasformare un patrimonio culturale in un'esperienza gastronomica.
A queste si aggiunge una dote fondamentale: la capacità di dare voce a un territorio attraverso la cucina. Rappresentare Sante Marie in una competizione nazionale dedicata al tartufo significa infatti portare sotto i riflettori non soltanto una preparazione, ma un'intera comunità, con le sue risorse ambientali, le sue tradizioni e il lavoro di chi custodisce quotidianamente le eccellenze locali.
Del Signore interpreta questo ruolo con una proposta che punta sull'autenticità e sulla riconoscibilità. La sua cucina dimostra come la valorizzazione dei prodotti tipici possa diventare anche uno strumento di promozione culturale e turistica, capace di raccontare l'Abruzzo ben oltre i suoi confini regionali.
Ad Acqualagna, dunque, lo chef del Borgo di Assergi non ha portato soltanto delle fettuccine al tartufo. Ha portato il profumo dei boschi di Sante Marie, la memoria dei pastori, la ricchezza dei pascoli del Gran Sasso e la sapienza di una cucina che affonda le radici nella storia.
Perché il talento di uno chef non si misura soltanto nella capacità di realizzare un grande piatto, ma anche nel saper raccontare, attraverso di esso, chi siamo e da dove veniamo. E Dario Del Signore ha scelto di farlo con il linguaggio più autentico che conosce: quello dei sapori della sua terra.
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