Terra e Pietre: un viaggio nella memoria dei pastori e dei contadini sulle montagne d’Abruzzo
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-11-01 | Commenti: 0 | Letto 133 volte
Terra e Pietre: un viaggio nella memoria dei pastori e dei contadini sulle montagne d’Abruzzo
Un pomeriggio dedicato alla memoria, alla storia e all’identità delle nostre montagne. Presso il Centro Sociale “Il Moro” di Filetto (AQ) è stato presentato il volume “Terra e Pietre. Pastori e contadini sulle montagne d’Abruzzo”, di Edoardo Micati, un’opera che restituisce valore e dignità a un mondo fatto di sacrifici, ingegno, lavoro e profondo legame con la terra.
All’incontro sono intervenuti Giustino Parisse, giornalista e scrittore, Mauro Congeduti, storico e fotografo, e Giovanni Tavano, amministratore delegato di Carsa Edizioni. Attraverso i loro contributi è stato possibile approfondire il significato di un libro che non è soltanto una testimonianza storica e fotografica, ma anche un invito a riscoprire le radici culturali e umane delle comunità montane abruzzesi.
Al centro del volume ci sono le straordinarie opere in pietra a secco che ancora caratterizzano tanti terreni della media montagna abruzzese. Muri, terrazzamenti, recinzioni e piccoli manufatti sono il risultato di un lavoro immenso, compiuto nel corso dei secoli da generazioni di pastori e contadini. Un lavoro paziente, silenzioso e spesso faticoso, nato dalla necessità di strappare alla montagna piccoli appezzamenti di terra coltivabile, liberando i campi dalle pietre e rendendo produttivo anche il terreno più difficile.
Ogni pietra sistemata al proprio posto racconta una storia: quella di uomini e donne che hanno saputo trasformare un ambiente aspro in una risorsa, adattandosi ai ritmi della natura e costruendo un rapporto con il territorio fondato sulla conoscenza, sulla fatica e sul rispetto.
Il libro di Micati assume così un valore che va ben oltre la semplice documentazione. È un prezioso strumento per conservare la memoria di un paesaggio culturale che rischia di scomparire insieme alle testimonianze materiali e ai ricordi di chi lo ha vissuto. I muri a secco si sgretolano, i vecchi sentieri vengono inghiottiti dalla vegetazione, i campi tornano lentamente alla natura. E con essi rischiano di scomparire anche le immagini di pastori che accompagnano le greggi e di contadini chini su appezzamenti di terra conquistati pietra dopo pietra.
La presentazione ha offerto, dunque, anche un'importante occasione di riflessione sul futuro delle nostre montagne. Nuove attività, nuovi modelli di vita e nuove forme di frequentazione del territorio prenderanno inevitabilmente il posto di quelle tradizionali. Il cambiamento è parte della storia, ma non deve necessariamente significare dimenticanza.
“Terra e Pietre” ci ricorda che il paesaggio non è soltanto ciò che vediamo, ma è soprattutto ciò che le generazioni passate hanno costruito, vissuto e tramandato. Conservare queste testimonianze significa custodire una parte fondamentale della nostra identità e riconoscere il valore di un patrimonio fatto non soltanto di monumenti, ma anche di opere umili, spesso anonime, che raccontano una civiltà contadina e pastorale.
Un libro, quindi, da leggere e da far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, perché possano comprendere quanta storia si nasconda dietro una pietra, un muro, un sentiero o un vecchio campo.
La lezione più importante che emerge da questa presentazione è forse proprio questa: vivere e frequentare la montagna con lo stesso rispetto con cui l'hanno vissuta i nostri antenati, senza dimenticare che ogni paesaggio porta impressi i segni del lavoro e della vita di chi ci ha preceduto.
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