GRAN SASSO, DEGRADO AMBIENTALE A MONTE CRISTO: VECCHI IMPIANTI ABBANDONATI DA OLTRE 30 ANNI

GRAN SASSO, DEGRADO AMBIENTALE A MONTE CRISTO: VECCHI IMPIANTI ABBANDONATI DA OLTRE 30 ANNI

 

 

 

A quota 1.604 metri, nell’area sud-est della Base di Monte Cristo, restano le ferraglie delle vecchie sciovie. Il laghetto di Assergi è ormai prosciugato. Segnalati anche abbandoni di bottiglie tra i prati.

Di Giovanni Altobelli

Un problema di degrado ambientale che si trascina da oltre trent’anni nel cuore del Gran Sasso. È quanto emerge dalla segnalazione di Giovanni Altobelli, che richiama l’attenzione sulle condizioni dell’area sud-est della Base di Monte Cristo, a quota 1.604 metri sul livello del mare.

Durante una recente escursione autunnale, ha potuto constatare la presenza di numerosi resti metallici riconducibili ai vecchi impianti di risalita, ormai dismessi e abbandonati da tempo. Si tratta di strutture e materiali che, secondo quanto segnalato, risalirebbero al 1995 e che non sarebbero mai stati completamente rimossi.

La domanda è inevitabile: com'è possibile che, dopo così tanti anni, queste strutture siano ancora presenti in un ambiente montano di grande valore naturalistico?

Il progressivo cambiamento delle condizioni climatiche e la riduzione delle precipitazioni nevose hanno contribuito a rendere non più praticabile l'attività sciistica nell'area. Tuttavia, la dismissione degli impianti avrebbe dovuto essere accompagnata da un intervento di smantellamento e ripristino ambientale.

IL LAGHETTO DI ASSERGI È PROSCIUGATO

Tra gli elementi segnalati c'è anche il laghetto di Assergi, che oggi si presenta completamente asciutto. Una situazione che riporta l'attenzione sulle trasformazioni ambientali e climatiche del territorio montano. La proposta di Altobelli è quella di aggiornare anche la rappresentazione catastale dell'area, considerato che il bacino non è più presente come specchio d'acqua.

ABBANDONO DI BOTTIGLIE TRA I PRATI

A completare il quadro, un ulteriore problema: la presenza ricorrente di bottiglie abbandonate anonimamente sul manto erboso. Un comportamento incivile che contribuisce ad aggravare il degrado di un ambiente che dovrebbe essere preservato e rispettato.

La segnalazione pone quindi una questione precisa: chi deve intervenire per eliminare i vecchi materiali degli impianti dismessi e restituire decoro a un'area del Gran Sasso?

A distanza di oltre trent'anni, si attende una risposta concreta, insieme a un programma di bonifica e ripristino ambientale. La montagna è un patrimonio collettivo e la sua tutela non può fermarsi alle dichiarazioni di principio.

 

 



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