Tre scienziate del GSSI alla guida di progetti di ricerca da 1 milione di euro ciascuno
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-10-30 | Commenti: 0 | Letto 145 volte
Tre scienziate del GSSI alla guida di progetti di ricerca da 1 milione di euro ciascuno
Dalle onde gravitazionali alla dinamica dei plasmi, passando per le materie prime critiche, tre progetti a guida GSSI sono risultati vincitori del bando PRIN 2026 del MUR
L’AQUILA, 30 OTTOBRE 2026 – Tre scienziate del GSSI – Gran Sasso Science Institute dell’Aquila sono alla guida di altrettanti progetti di ricerca finanziati nell’ambito del bando PRIN 2026, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Marica Branchesi (Fisica), Simona Iammarino (Scienze Sociali) e Alessia Nota (Matematica) coordinano partenariati di ricerca che hanno ottenuto finanziamenti superiori a 1 milione di euro ciascuno, coinvolgendo importanti università e centri di ricerca italiani.
I tre progetti affrontano alcune delle grandi sfide scientifiche del nostro tempo: lo sviluppo del futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali Einstein Telescope, la dipendenza economica dalle materie prime critiche, e le basi matematiche necessarie a comprendere la dinamica dei plasmi e a sviluppare strumenti per la ricerca sulla fusione nucleare.
Il GSSI ha un ruolo di rilievo anche nel progetto CERCO-GEMME, per il quale Manuel Arca Sedda (Fisica) è vice responsabile scientifico: a partire dalle osservazioni dei rivelatori di onde gravitazionali LIGO, Virgo e KAGRA, il progetto, finanziato con oltre un milione di euro, indagherà sulle peculiarità di massa e rotazione dei buchi neri coalescenti.
Il bando PRIN sostiene progetti triennali di rilevante interesse nazionale realizzati attraverso partenariati tra più istituzioni. Si tratta di iniziative che, per complessità e obiettivi, richiedono una collaborazione strutturata tra più centri di ricerca, guidati da un responsabile scientifico (principal investigator).
I progetti
La professoressa Marica Branchesi è principal investigator del progetto ET-STAR – Einstein Telescope: Science and Technical Advanced Requirements, un’iniziativa dedicata a preparare il terreno per una nuova era di scoperte scientifiche grazie a Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali. Il progetto, che ha ottenuto un finanziamento complessivo di 1.077.472 euro, è guidato dal GSSI e comprende l’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, l’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Università di Pisa. ET-STAR utilizzerà dati ambientali e geofisici relativi ai siti candidati a ospitare l’infrastruttura di Einstein Telescope – tra cui Sos Enattos, in Sardegna – per orientare le scelte progettuali del rivelatore verso tre grandi frontiere scientifiche: l’astrofisica multimessaggera, la cosmologia e la fisica fondamentale. Attraverso simulazioni avanzate e tecniche di intelligenza artificiale, ET-STAR svilupperà strumenti per esplorare l’Universo con una profondità senza precedenti, contribuendo a rafforzare il ruolo dell’Italia in una delle più ambiziose imprese scientifiche dei prossimi decenni.
Il progetto CREST – Critical and strategic Raw material dependence: European policies and Socio-economic Transformations, guidato dalla professoressa Simona Iammarino, affronta una questione centrale per il futuro industriale ed economico dell’Europa: la crescente dipendenza dalle materie prime critiche, come cobalto, litio e terre rare. Nonostante la rilevanza strategica di queste risorse nell’agenda europea, le ricerche sul tema risultano ancora frammentate. CREST intende colmare questa lacuna attraverso la prima analisi integrata e multilivello della dipendenza dalle materie prime critiche e strategiche in Europa, considerando imprese, settori industriali, tecnologie e territori. I risultati contribuiranno a fornire indicazioni utili per le politiche italiane ed europee in materia di decarbonizzazione, competitività, sviluppo territoriale e sostenibilità. Nel progetto CREST, finanziato con 1.199.488 euro, il GSSI è capofila in un partenariato che comprende le Università di Trento, Parma, Cagliari, Milano e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
La professoressa Alessia Nota è responsabile scientifica del progetto Emergent Structures in Kinetic Theory: from Gases to Plasmas, che ha ottenuto il punteggio massimo in graduatoria e un finanziamento complessivo di 1.126.703 euro, oltre a distinguersi per essere guidato da una ricercatrice sotto i 40 anni. Il progetto costruirà un quadro matematico rigoroso per descrivere la dinamica dei plasmi, a partire dai principi della teoria cinetica. Sviluppare un percorso matematico solido che colleghi la dinamica classica dei gas ai modelli dei plasmi è un passaggio fondamentale per elaborare strumenti predittivi e strategie numeriche adeguate alle esigenze della moderna ricerca sulla fusione nucleare, che mira a riprodurre sulla Terra i processi che alimentano le stelle, allo scopo di produrre energia pulita e potenzialmente inesauribile. Capofila del progetto è il GSSI, con un partenariato composto dalle Università di Pavia, Parma, Verona, Ferrara e Roma Tor Vergata.
In aggiunta ai tre progetti PRIN guidati da ricercatrici GSSI, l’istituto aquilano figura tra i partner di CERCO-GEMME – Constraining the Evolutionary Roads to Compact Objects with Gravitational-wave Emission and Multi-Messenger Events. Il professor Manuel Arca Sedda, dell’area di Fisica del GSSI, è il vice principal investigator e capo di una delle unità di ricerca del progetto. CERCO-GEMME costruirà simulazioni di buchi neri coalescenti e di sistemi binari di stelle, veri e propri “universi sintetici” direttamente confrontabili con le osservazioni sperimentali. L’obiettivo finale è capire quali processi regolano la vita e la morte delle stelle massicce e quali percorsi conducono alla formazione dei buchi neri.
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