Einstein Telescopeil -Comitato dei Rappresentanti Governativi in visita ai Laboratori del Gran Sasso

Einstein Telescope: i membri del Comitato dei Rappresentanti Governativi in visita ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN

 

 

Nel pomeriggio di ieri, martedì 20 ottobre, i membri del Comitato dei Rappresentanti Governativi (BGR) di Einstein Telescope (ET) hanno visitato i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, accompagnati da Marco Pallavicini, membro della giunta esecutiva dell’INFN, e da Ezio Previtali, direttore dei Laboratori del Gran Sasso.

L’iniziativa, preceduta da una visita al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila, è stata organizzata in occasione della riunione periodica del BGR, l’organismo incaricato di coordinare i rapporti tra i governi dei Paesi coinvolti in ET e le agenzie finanziatrici, prevista oggi a Roma, nella sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

“I Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN rappresentano la più importante infrastruttura di ricerca sotterranea al mondo attualmente operativa dedicata alla fisica astroparticellare. La loro storia e la loro attività scientifica e tecnologica testimoniano la capacità dell’INFN non solo di progettare, realizzare e gestire grandi infrastrutture di ricerca, ma anche di sviluppare infrastrutture sotterranee di straordinaria complessità”, sottolinea Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN. “Un patrimonio di esperienze e competenze - prosegue - che costituisce un riferimento nel panorama internazionale e conferma il ruolo che l’INFN è in grado di ricoprire in grandi progetti di ricerca di frontiera, come il rivelatore di onde gravitazionali di prossima generazione Einstein Telescope”.

Una caratteristica fondamentale di ET, affine ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, è, infatti, quella di essere una grande infrastruttura di ricerca sotterranea, posta tra 200 e 500 metri di profondità: una condizione che garantirà un elevato livello di isolamento dalle vibrazioni prodotte sia dalle onde sismiche, sia dalle attività umane, permettendo così di aumentare significativamente la sensibilità dell’esperimento rispetto a quella degli osservatori attuali di onde gravitazionali.

Il BGR, di cui fanno parte rappresentanti di Belgio, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Polonia, Regno Unito e Spagna, mentre l’Austria è Paese osservatore, è l’organismo incaricato anche di esprimere la decisione finale sull’assegnazione di ET (attesa nel 2027), che l’Italia è candidata a ospitare nell’area intorno alla miniera dismessa di Sos Enattos, nel Nuorese.

Einstein Telescope sarà una delle più importanti infrastrutture di ricerca che saranno costruite in Europa nei prossimi anni. Oltre all’Italia, sono candidati ad accogliere l’esperimento l’area dell’Euroregione del Mosa-Reno, al confine tra Paesi Bassi, Belgio e Germania, e il sito della Lusazia, nella regione della Sassonia (Germania). Attualmente esistono due opzioni alternative per la configurazione di ET: un unico strumento di forma triangolare, con lati di circa 10 chilometri, da realizzare in un solo sito, oppure due interferometri gemelli a forma di L con bracci lunghi 15 chilometri, che sarebbero costruiti in due diversi siti distanti almeno 1200 chilometri tra loro. Proprio lo scorso 7 ottobre, è stato consegnato al BGR un rapporto che analizza vantaggi e svantaggi delle possibili geometrie del rivelatore, fornendo una valutazione indipendente dai siti candidati.

 



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