In Abruzzo mondiale di papere...galleggianti - L’Italia batte la Francia

In Abruzzo l'inusuale mondiale di papere...galleggianti

 

 

 

 

Proprio come accadde a Berlino vent'anni fa, l'Italia infatti torna campione del mondo battendo di misura i cugini francesi. Non a calcio, ma nell'inusuale gara di papere.
    Galleggianti. È successo ieri in Abruzzo, nel Parco Sirente-Velino, a una quarantina di chilometri dall'Aquila, dove gli azzurri hanno conquistato il primo World Duck Race Championship. Stavolta senza neanche passare per la lotteria dei calci di rigore. Terza la Moldavia, a poca distanza. Dietro il podio, un sorteggio degno di un torneo iridato: 197 papere per altrettante rappresentanze, 195 Paesi - tra cui Vaticano e Palestina - più Onu e Unione europea. Per la corsa ne sono state estratte quindici, così da non riversarle tutte insieme nell'Aterno, nel momento della sfida decisiva. Altre duecento circa, di dimensioni diverse, hanno partecipato alla manifestazione tra Tione degli Abruzzi e Acciano.
    L'idea, a dire il vero, non è nata dal nulla. Elena, una ragazza di Goriano Valli che vive a Bolzano, ha condiviso un video di una corsa analoga. E le sfide tra papere hanno già una storia internazionale: a Merano gareggiano sul Passirio dal 2018; a Londra, nel 2008, la Great British Duck Race sul Tamigi arrivò a numeri da Guinness, con 250mila papere annunciate. Qui, più modestamente, si è scelto di farle correre per una causa. Le donazioni raccolte, infatti, sosterranno il Museo Diffuso Sirente-Velino, nato a Goriano Valli, frazione di Tione degli Abruzzi. Ideato da Fausto Di Giulio, il MuDi punta a custodire la memoria delle comunità locali e a contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi. Si ispira al principio del 'Give Back', restituire qualcosa alla propria terra, coinvolgendo anche chi è emigrato. Sedici stazioni, ricavate da antiche botteghe, cantine, stalle e abitazioni, raccontano la cultura contadina e provano a creare nuove occasioni di visita nell'entroterra.
    "Abbiamo scelto una papera per parlare di qualcosa di molto serio, ma con un sorriso", spiega Di Giulio, che richiama il principio One Health: la salute delle persone è legata a quella dell'ambiente. E prima ancora di affidare le papere alla corrente, volontari e partecipanti si sono messi al lavoro lungo l'Aterno, raccogliendo dodici sacchi di plastica abbandonata nel fiume e sulle sponde. Una pulizia collettiva che ha preceduto la competizione, organizzata con un sistema di recupero e conteggio di tutte le papere per evitare di lasciare rifiuti in acqua.
    L'impegno prosegue anche dopo il traguardo: il regolamento invita ciascun partecipante a dedicare almeno mezz'ora, entro trenta giorni, alla raccolta di rifiuti nel territorio del parco. Perché la sensibilizzazione ambientale può passare anche attraverso delle papere di plastica. 

 

 



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