SCIE CHIMICHE? LA REALTÀ È MOLTO PIÙ INTERESSANTE DELLE FANTASIE

SCIE CHIMICHE? LA FISICA SPIEGA QUELLE STRISCE BIANCHE NEL CIELO. E LA REALTÀ È MOLTO PIÙ INTERESSANTE DELLE FANTASIE.

 

 

Avete presente quelle lunghe strisce bianche che gli aerei lasciano nel cielo? Quelle che secondo qualcuno sarebbero il risultato di misteriose operazioni segrete per controllare la popolazione o modificare il clima? Bene, oggi vi porto idealmente al CERN, dove esiste un esperimento straordinario chiamato CLOUD, acronimo di Cosmics Leaving Outdoor Droplets. Che cosa studiamo con CLOUD? I processi fisici e chimici che contribuiscono alla formazione delle particelle atmosferiche e delle nuvole. Utilizziamo una sofisticata camera sperimentale nella quale possiamo riprodurre condizioni atmosferiche controllate, modificare temperatura e umidità e studiare perfino gli effetti della ionizzazione prodotta dai raggi cosmici, simulandoli attraverso un fascio di particelle proveniente dal Proton Synchrotron. Ma torniamo agli aerei. Da che cosa sono formate realmente quelle strisce bianche? Da minuscoli cristalli di ghiaccio. Acqua allo stato solido. Il principio fisico è ben conosciuto: i motori a reazione bruciano carburante utilizzando l’ossigeno presente nell’aria e producono principalmente, come prodotti della combustione, anidride carbonica e vapore acqueo. Si formano anche quantità minori e misurabili di altri prodotti della combustione, tra cui ossidi di azoto, monossido di carbonio, composti dello zolfo e particolato carbonioso. Si tratta di emissioni aeronautiche note, studiate e monitorate, non della prova di un’irrorazione clandestina. Quando il vapore acqueo presente nei gas di scarico incontra l’aria estremamente fredda delle alte quote, in condizioni adatte condensa e congela, formando minuscoli cristalli di ghiaccio. Sono questi cristalli a rendere visibile la caratteristica scia bianca. Perché alcune scie scompaiono rapidamente mentre altre rimangono visibili per ore? Perché l’atmosfera non presenta ovunque le stesse condizioni. Se l’aria circostante è sufficientemente secca rispetto al ghiaccio, i cristalli sublimano e la scia scompare. Se invece è sufficientemente umida, i cristalli possono persistere, crescere e disperdersi, dando origine a formazioni simili ai cirri. E perché a volte le scie sembrano interrompersi improvvisamente? Perché l’aereo attraversa regioni atmosferiche con temperature e umidità differenti. Nessun interruttore segreto. Nessun misterioso comando dalla cabina di pilotaggio. Solo termodinamica e fisica dell’atmosfera. Naturalmente, questo non significa che il trasporto aereo sia privo di conseguenze ambientali: le emissioni degli aerei e gli effetti climatici delle scie persistenti sono problemi reali, oggetto di ricerca scientifica. Ma un conto è studiare l’impatto ambientale dell’aviazione, un altro è sostenere l’esistenza di gigantesche operazioni segrete di irrorazione senza fornire prove verificabili. CLOUD non è stato costruito per indagare sulle cosiddette scie chimiche: studia fenomeni atmosferici fondamentali che ci aiutano a comprendere come nascono e si sviluppano le nuvole. Ed è questo il punto: la fisica ci permette di spiegare ciò che vediamo nel cielo senza dover inventare ciò che non vediamo. Non tutto quello che non comprendiamo è un complotto. A volte è semplicemente un fenomeno naturale che aspetta di essere capito. E per farlo servono misure, esperimenti e conoscenza. Non video sgranati accompagnati da musiche inquietanti. La scienza comincia quando smettiamo di cercare misteri dove esistono già spiegazioni verificabili.

 



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