Gran Sasso, gli allevatori chiedono fondi per portare l’acqua ai pascoli in quota

Gran Sasso, gli allevatori chiedono fondi per portare l’acqua ai pascoli in quota

 

 

 

ASSERGI  – Garantire l’acqua al bestiame durante la monticazione, quando le mandrie salgono sui pascoli d’alta quota per trascorrere l’estate, è diventata una necessità sempre più urgente. Gli allevatori del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga chiedono risorse per affrontare la crisi idrica e assicurare punti di abbeveraggio adeguati, rivolgendosi all’Ente Parco, con sede ad Assergi, e al Comune dell’Aquila.

La questione è stata al centro di un confronto nella sede dell’Ente Parco ad Assergi, al quale hanno preso parte gli allevatori, le associazioni di categoria, l’ASL e le Amministrazioni Separate dei Beni di Uso Civico (ASBUC), che gestiscono terreni di proprietà collettiva.

Tra le aree maggiormente interessate dalla carenza d’acqua figurano il Lago di Pietranzoni, i Laghi di Fossa e Fossetta e la Vela di Sant’Egidio, punti di riferimento tradizionali per l’abbeveraggio degli animali durante i mesi estivi.

Autobotti e costi a carico delle comunità locali

Per sopperire alla diminuzione delle risorse idriche naturali si ricorre alle autobotti, una soluzione che, tuttavia, comporta spese significative. In diversi casi, i costi del trasporto dell’acqua sono stati anticipati direttamente dalle ASBUC, chiamate a sostenere una spesa che si ripresenta ogni anno e che rischia di diventare insostenibile.

Le difficoltà riguardano anche i tempi amministrativi. Un allevatore con duecento capi, per esempio, non può attendere settimane o mesi per l’esito di una pratica mentre gli animali hanno bisogno di bere.

Il problema, quindi, non può essere affrontato soltanto aumentando i trasporti con le autobotti. L’obiettivo è individuare soluzioni strutturali, a partire dal recupero delle cisterne esistenti ma ormai in stato di abbandono e dalla sistemazione del fondo dei laghi, così da favorire la raccolta e la conservazione dell’acqua piovana.

Un altro aspetto decisivo riguarda la tempistica degli interventi: se le procedure si prolungano, il rischio è che i lavori vengano completati soltanto a stagione terminata, quando le mandrie sono già rientrate a valle.

Gli interventi sulla rete idrica

Sul fronte dell’approvvigionamento, Gran Sasso Acqua S.p.A. ha in programma lavori sulle sorgenti in quota e la realizzazione di un potabilizzatore ad Assergi, con l’obiettivo di compensare le riduzioni di portata.

Si tratta, tuttavia, di interventi destinati alle reti idriche che, per quanto risulta, non prevedono il rifornimento diretto degli abbeveratoi dei pascoli. Resta dunque da affrontare la specifica esigenza degli allevamenti che utilizzano le aree montane durante l’estate.

Danni da fauna selvatica e gestione dei pascoli

Nel corso degli incontri sono stati affrontati anche altri temi che interessano il settore zootecnico. Gli allevatori chiedono procedure più rapide per ottenere il nullaosta del Parco, maggiore trasparenza nella gestione dei lotti di uso civico e contributi per le misure di prevenzione contro i danni da fauna selvatica.

Tra gli strumenti richiesti figurano recinzioni elettrificate, recinti fissi e cani da guardiania. È inoltre in corso una revisione del regolamento dell’Ente Parco relativo ai rimborsi per i danni da predazione, in particolare quelli provocati dal lupo, un percorso che coinvolge anche gli allevatori.

Il commissario Schiazza: «Il Parco farà la sua parte»

Sull’incontro il commissario del Parco, Patrizio Schiazza ha descritto il confronto come aperto e leale, sottolineando che sono emerse possibili soluzioni e diversi ambiti di intervento. Tra i primi passi annunciati figurano sopralluoghi congiunti con i rappresentanti istituzionali, le associazioni di categoria e gli allevatori.

Il commissario ha parlato di un bilancio positivo, precisando però che si tratta soltanto dell’inizio di un percorso ancora lungo. Per gli allevatori, la priorità resta trasformare le proposte in interventi concreti e tempestivi, in modo da garantire l’acqua agli animali nei pascoli d’alta quota e ridurre la dipendenza dalle autobotti.

 



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