Gran Sasso, escursionista colta da un attacco di panico sulla Direttissima del Corno Grande
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-10-16 | Commenti: 0 | Letto 397 volte
Gran Sasso, escursionista colta da un attacco di panico sulla Direttissima del Corno Grande
Due escursionisti recuperati sulla Direttissima del Corno Grande grazie all’intervento dell’elisoccorso decollato da Pescara. Un nuovo episodio che riaccende gli interrogativi sull’operatività della base aquilana e sulle capacità del velivolo assegnato al servizio del 118.
GRAN SASSO – Ancora un intervento di soccorso sul Gran Sasso con un elicottero decollato da Pescara. Nel primo pomeriggio di ieri, lungo la Direttissima del Corno Grande, due escursionisti, un uomo e una donna, sono stati raggiunti e recuperati dall’elisoccorso del 118 dopo che la donna, colta da un attacco di panico, non era più in grado di proseguire la salita.
A bordo del velivolo, decollato da Pescara, si trovavano il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e l’équipe sanitaria del 118. Il tecnico e l’infermiere sono stati calati con il verricello per raggiungere i due escursionisti. Dopo averne verificato le buone condizioni generali e averli tranquillizzati, i soccorritori li hanno recuperati con altre due manovre al verricello.
Entrambi sono stati infine trasportati alla piazzola dell’elisoccorso di Campo Imperatore per ulteriori controlli sanitari.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: che fine ha fatto l’eliambulanza dell’Aquila? E perché, anche per interventi sulle montagne aquilane, si ricorre al mezzo in partenza da Pescara?
Non si tratta di un interrogativo nuovo. Il 28 settembre scorso, dopo due interventi sulle montagne aquilane, uno sul Corno Grande e l’altro a Lucoli, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci aveva denunciato il ricorso all’AW139 decollato da Pescara anziché all’AW109 assegnato alla base dell’Aquila. La vicenda aveva riacceso il confronto sulle capacità operative dei nuovi mezzi, soprattutto negli interventi in alta quota e nelle operazioni con il verricello.
La questione riguarda il nuovo affidamento del servizio regionale di elisoccorso, che ha comportato il passaggio dagli AW139 agli AW109. Secondo le contestazioni sollevate da Pietrucci, il cambiamento potrebbe comportare limitazioni nelle operazioni speciali e tempi di intervento più lunghi in alcuni scenari montani.
Dal canto loro, la Regione Abruzzo ha assicurato la continuità del servizio, mentre i responsabili delle basi HEMS dell’Aquila e di Pescara hanno difeso l’assetto operativo, sostenendo che i mezzi sono autorizzati e che il coordinamento deve garantire l’impiego dell’elicottero più idoneo per ciascuna missione.
Resta però il nodo da chiarire: se l’elisoccorso dell’Aquila è operativo, perché anche in questo caso è stato necessario far decollare il mezzo da Pescara? Quali sono le effettive capacità dell’AW109 nelle operazioni in alta quota e con verricello? E quali sono, se esistono, le limitazioni che rendono necessario l’intervento di un altro velivolo?
Domande che meritano risposte puntuali da parte della Regione Abruzzo e dei responsabili del servizio. In un territorio montano come quello aquilano, dove le condizioni ambientali possono rendere ogni minuto decisivo, la disponibilità di mezzi adeguati e la tempestività degli interventi rappresentano una questione centrale per la sicurezza di escursionisti, alpinisti e residenti.
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