Il Perdono nutre il Mondo, L’Aquila ne è stata testimone con la XI Giornata internazionale

Il Perdono nutre il Mondo, L’Aquila ne è stata testimone

con la XI  Giornata internazionale  

  Daniel Lumera, ispiratore e fondatore della Giornata, alla toccante testimonianza del Prof. Izzeldin Abuelaish, medico di Gaza, nominato Ambasciatore del Perdono, dalle parole di Davide Simone Cavallo con gli studenti del Cella Musica, il complesso musicale che riunisce persone detenute e agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Siena. 

Tra i momenti più significativi la proclamazione di L’Aquila “Città Gentile”, con la partecipazione del vicesindaco Raffaele Daniele, e la suggestiva cerimonia con la preghiera per la Pace con le bandiere di tutti i Paesi del mondo, segno di unità e speranza. Dall’Aquila un messaggio che varca ogni confine, tutti i confini: il Perdono costruisce ponti, supera le divisioni e apre nuove strade di pace. 

La Lumera ODV, Gen. Nico Caiazza, che ha ringraziato i partner aquilani Il presidente Caiazza ha inoltre ringraziato tutti i volontari che hanno lavorato senza tregua per la realizzazione dell’XI Giornata internazionale del Perdono nella città Capitale italiana della Cultura 2026, ma soprattutto a “L’Aquila capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace”, così definita da papa Francesco nella sua visita pastorale alla Perdonanza del 28 agosto 2022, come ha ricordato Angelo De Nicola intervenendo ai lavori della Giornata. 

Giornata Internazionale del Perdono si conferma il tutto il suo valore come evento laico e indipendente che ha lo scopo di Emozionante, infine il messaggio di ringraziamento che Izzeldin Abuelaish ha recapitato a Nico Caiazza. Il prof. Abuelaish, medico di Gaza che nel 2009 ha perso le sue tre figlie in un bombardamento, ha rifiutato l’odio e ha fatto del perdono la sua scelta di vita. Così Izzeldin Abuelaish ha scritto al Gen. Caiazza in un’email recapitata ieri. 

desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a te e a tutto il tuo team per avermi invitato a L’Aquila e per l’onore di tenere il discorso di apertura alla Giornata Internazionale del Perdono. Grazie per la vostra gentilezza, la vostra generosità e la straordinaria cura con cui avete reso questo incontro così significativo. Ti sono profondamente grato per avermi onorato con il riconoscimento di Ambasciatore del Perdono. Lo ricevo con umiltà e con un profondo senso di responsabilità. Per me il perdono non è soltanto una parola o un gesto simbolico. È una scelta umana difficile ma coraggiosa: rifiutare che odio e vendetta determinino il nostro futuro e lavorare per un mondo in cui prevalgano dignità, compassione e comprensione. Perdonare non significa dimenticare, negare l’ingiustizia o rinunciare alla ricerca della verità e delle responsabilità. Significa rifiutare che il dolore che ci è stato inflitto diventi la fonte di altro dolore per gli altri.

La speranza diventa potente quando ispira l’azione, e il perdono acquista significato quando ci aiuta a costruire un futuro diverso. L’incontro di L’Aquila è stato un bellissimo promemoria del fatto che, nonostante la sofferenza e le divisioni che ci circondano, possiamo scegliere di unirci, riconoscere la nostra comune umanità e compiere passi concreti verso il cambiamento. Credo sinceramente che questo sia l’inizio di qualcosa di importante. Spero che possiamo continuare la nostra collaborazione, rafforzare i legami nati a L’Aquila e lavorare insieme per diffondere speranza, perdono e umanità, in particolare tra i giovani. Meritano un futuro in cui ereditino saggezza anziché odio, comprensione anziché pregiudizio, e il coraggio di costruire ponti anziché muri.

Grazie ancora, caro Nico, per la tua amicizia, la tua generosità, la tua visione e l’onore che mi hai conferito. Porterò con me il calore di questa esperienza, insieme a una rinnovata determinazione a continuare a lavorare per un mondo in cui nessun essere umano sia definito dall’odio e in cui ogni bambino abbia l’opportunità di crescere in pace. Non possiamo cambiare il passato, ma insieme possiamo contribuire a plasmare un futuro in cui la prossima generazione non debba ereditarne l’odio. È una responsabilità che condividiamo, e mi incoraggia sapere di aver incontrato persone come te che sono disposte ad abbracciarla.


Izzeldin Abuelaish

 

<h3 class="\&quot;MsoNormal\&quot;" style="\&quot;text-align:" justify;\"=""> Il prof. Izzeldin Abuelaish è fondatore e direttore del Global Institute for the Study of Socio-Endemic Diseases, Hatred, Health and Peace (GISED), professore emerito dell’Università di Toronto ed attualmente, in Belgio, docente all’Università di Lovanio presso il Dipartimento di Salute Pubblica e Cura Primaria.

 

 

 



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