Vimont - I Villaggi Montani CERTIFICATI CAI una proposta per vivere e visitare la montagna

Vimont - I Villaggi Montani CERTIFICATI CAI

una proposta per vivere e visitare la montagna

Secondo Raduno nazionale ViMont a Crissolo - 19 e 20 settembre 2026

 

Dopo Val di Zoldo, Alta Valle Maira, Crissolo, Bagnone, Amandola, Cansano, Opi, alla prestigiosa lista dei Villaggi Montani certificati CAI si aggiungono Castel del Monte e San Lorenzo Bellizzi

 

 

Durante il Raduno nazionale ViMont, quest’anno svoltosi a Crissolo fra il 19 e il 20 settembre, ai piedi del Monviso, il paese di Castel del Monte è stato inserito nel prestigioso elenco dei Villaggi Montani CAI. Dopo una lunga e rigorosa fase istruttoria, con ispezioni in loco e attenta valutazione dei requisiti indicati nella richiesta di candidatura avanzata, la Commissione ViMont nazionale – insieme a San Lorenzo Bellizzi, comune calabrese nel massiccio del Pollino – ha proclamato Castel del Monte Villaggio Montano certificato CAI, terza realtà abruzzese ViMont dopo Cansano e Opi.

Il Raduno nazionale ViMont, al quale hanno partecipato tutte le delegazioni italiane, ha visto la presenza anche della delegazione di Castel del Monte, con la Sindaca Luciana Morico e le operatrici economiche Manuela Tripodi e Serena Mucciante, insieme alla rappresentanza della Sezione CAI L’Aquila, con il Presidente Ugo Marinucci, Vincenzo Brancadoro e Corrado Marsili. Presente anche il Presidente del GR CAI Abruzzo Francesco Sulpizio.

 

Due giornate di grande intensità, scandite da una serie di incontri, conferenze e dibattiti nei quali è stato possibile condividere le esperienze delle varie realtà ViMont già esistenti. Il coordinatore del progetto Alberto Ghedina, persona fattiva, preparata e dalle idee chiare, ha moderato gli interventi di saluto, poi le conferenze e infine il momento assembleare.

Hanno aperto i lavori per la giornata di sabato 19 l’appassionato Assessore del Comune di Crissolo Massimo Ombrello, il past Vicepresidente generale CAI Giacomo Benedetti, il Presidente generale CAI Antonio Montani. Tutti hanno sottolineato la profonda valenza del progetto e le sue importanti prospettive future.

A seguire, introdotta dal Sindaco di Crissolo Fabrizio Re e dal Presidente del Parco Monviso Marco Dastrù, si è svolta la serie di conferenze sul tema del mutamento climatico e delle sue ricadute, già ben percepite nella nostra vita quotidiana, ma che saranno sempre più visibili e intense nel prossimo futuro.

Relatori di grande spessore del convegno, dal titolo “Villaggi Montani e cambiamenti climatici”, sono stati Luca Mercalli, presidente della SMI, Società Meteorologica Italiana, Ambasciatore europeo del Patto per il Clima, Paola Favero, già ufficiale del Corpo Forestale dello Stato, fotografa, scrittrice, Accademica GISM e alpinista, seguita da Daniel Ojeda, giovane ricercatore spagnolo, biologo e studente del Master in “Biosphere Reserves Management” presso l’Università per lo Sviluppo Sostenibile di Eberswalde, Germania. Ultimo relatore, ma certo non per importanza, è stato Giancarlo Fenoglio, Guida Alpina del Monviso di grande esperienza.

Dalle relazioni sono emerse considerazioni riguardanti il mutamento del terreno di azione e – di conseguenza – delle regole cui l’alpinista e l’escursionista devono attenersi oggi, per adattarsi a un contesto che sta mutando profondamente e molto rapidamente. Sollecitati a proporre una visione ottimista, nella misura concessa, del futuro, tutti hanno indicato una serie di strategie da poter mettere in atto nell’immediato, al fine di mitigare gli effetti del climate change: dall’uso dei mezzi pubblici alla razionalizzazione dei sistemi di riscaldamento, dalla scelta accurata e informata degli orari di partenza e di ritorno per le escursioni alla capacità di saper rinunciare laddove le condizioni possano risultare critiche. Prassi e saperi oggi ancora più importanti di ieri, per esporsi il meno possibile ai pericoli e per limitare – ognuno nel suo piccolo – l’accelerazione di un processo che può forse essere rallentato e stabilizzato, ma che certamente non può essere reso reversibile in tempi rapidi.

L’incontro, al di là del bel risultato della proclamazione di Castel del Monte, ha dato delle importanti indicazioni sul senso e sull’idea futura di questa strategica iniziativa del Club Alpino Italiano. Già dal tema scelto per gli incontri e le conferenze, vero focus sul cambiamento climatico, sulle sue cause, sulla percezione che se ne ha e sulle immediate e riconoscibili ricadute pratiche, si è evidenziato che il progetto ViMont non è un contenitore vuoto o una semplice, banale attribuzione di marchio di qualità. Piuttosto va considerato come un vero “marchio di comunità”, a rappresentare una serie di irrinunciabili prerogative e vocazioni dei singoli territori.

 

COSA SONO i VIMONT - villaggi montani certificati CAI?

Sono piccole località della montagna italiana con elevate caratteristiche paesaggistiche e culturali, comunità competenti con profonde tradizioni nell’alpinismo e nell’escursionismo, con la presenza di una rete sentieristica mantenuta secondo gli standard CAI. I Villaggi che desiderano aderire al progetto ViMont devono aderire, rispettandone ogni punto, a un rigoroso disciplinare: devono essere dotati di strutture ricettive di dimensione locale, con operatori che possano rappresentare conoscenza del territorio e proporre modelli di ospitalità e che sappiano interagire con gli ospiti; devono avere una Amministrazione locale sensibile e attenta ai temi ambientali, insieme al supporto di una Sezione CAI attiva e garante dei criteri di adesione al progetto.

ViMont è un marchio di comunità depositato a livello europeo: non è un marchio di prodotto né di servizi, ma un marchio di comunità, dove gli attori, riuniti nel Comitato locale, sono l’Amministrazione comunale, la locale Sezione del Club Alpino Italiano (promotrice e garante), le Aziende partner convenzionate con il progetto, l’Area protetta interessata dal territorio, la società civile con le varie Associazioni.

 

La filosofia vimont - Vivere la montagna senza sfruttarla

Attraverso una profonda rivalutazione del concetto di “limite”, che non deve essere inteso come privazione di ciò che è “oltre”, ma quale occasione di maggiore apprezzamento di ciò che è “parte” del territorio. Una filosofia che promuove l’esperienza della stimolazione senza la frenesia, svolgendo attività stimolanti e concedendosi il tempo per attività ricreative di qualità ed esperienze di svago legate alle peculiarità del territorio, alla ricerca di un costante equilibrio fra la comunità locale e gli ospiti in visita, nel rispetto delle persone che abitano i luoghi e dell’ambiente circostante; ricerca di creazione di legami significativi fra visitatori e residenti. Filosofia anche di rinuncia, affermando il valore del movimento con le proprie forze, che si tratti di escursionismo, arrampicata o cicloescursionismo, rinunciando a infrastrutture eccessive e impattanti.

 

Gli obiettivi strategici del progetto

Il progetto ViMont mira a consolidare tul territorio i principi statutari CAI della conoscenza e della tutela dell’ambiente montano, attraverso pratiche sostenibili. Pilastro del vivere la montagna e il favorire la restanza e incoraggiare il turismo destagionalizzato, nel corso dell’intero anno, prassi che crea opportunità imprenditoriali per i giorni e possa integrare il reddito dei residenti.

Tutto questo non può che passare attraverso la manutenzione continua e capillare del territorio e delle infrastrutture montane già esistenti, riducendo così i rischi di instabilità idrogeologica.

La certificazione CAI amplia il concetto di sentiero, da semplice infrastruttura a basso impatto a vettore trainante del turismo territoriale sostenibile, vero strumento di circolazione di idee e culture, connessione fra le diversità di cui sono ricchi i territori montani. Anche i rifugi alpini devono essere valorizzati con funzioni e modelli che riflettano le moderne pratiche sostenibili, pur preservando la funzione di rifugio.

 

i criteri di adesione - il disciplinare

-          Territorio e paesaggio: paesaggio naturale; paesaggio antropico

-          Aspetti culturali e qualità della collaborazione: cultura e comunità locali; qualità della collaborazione Villaggio – CAI

-          Amministrazione e politica locali: gestione e cura del territorio; impegni da parte dell’Amministrazione locale

-          Turismo e ricettività: competenza montana; servizi per il turista; requisiti e impegni per le aziende partner

 

In sintesi, i criteri richiedono:

-          Un numero di abitanti inferiore a 2500

-          Dislivello Villaggio-cime, in Appennino, di almeno 800 m (1000 sulle Alpi)

-          Almeno il 20% del territorio in area protetta/tutelata

-          Distanza importante da grandi arterie di traffico

-          Assenza di costruzioni o impianti impattanti dal punto di vista paesaggistico e ambientale

-          Assenza di comprensori sciistici

-          Amministrazione locale e società sensibili ai temi ViMont

-          Competenza e tradizione montana

-          Almeno 5 aziende disposte a convenzionarsi

-          Almeno 5 sentieri con buona manutenzione con criteri CAI, auspicabilmente con la presenza sul territorio comunale del Sentiero Italia CAI

 

i requisiti per le aziende partner

Per ottenere e mantenere il marchio ViMont, i villaggi devono soddisfare ben 66 criteri. Di questi, 34 riguardano le strutture ricettive che intendono convenzionarsi. Le aziende devono caratterizzarsi per:

-          Conoscenza del territorio: dimostrare competenza del territorio e fornire informazioni accurate sulle escursioni agli ospiti

-          Azienda locale: essere aziende gestite  a livello locale (non catene internazionali o strutture ricettive impersonali)

-          Servizi per gli escursionisti: offrire colazioni al mattino presto, pranzi al sacco, orari dei pasti flessibili e spazi per asciugare vestiti e riparare attrezzatura

 

Gli attuali Villaggi montani certificati CAI

Per il progetto ViMont, nato alla fine del 2024, il Club Alpino Italiano ad oggi ha certificato 9 villaggi: Valle di Zoldo (BL), Crissolo (CN), Alta Val Maira (CN), Bagnone (MS), Monte Amandola – Sibillini (FM), Castel del Monte (AQ), Cansano (AQ), Opi (AQ), San Lorenzo Bellizzi (CS).

 

La prassi ViMont - una sintesi

Se è ancora forse prematuro parlare di bilanci, è tuttavia evidente la valenza del marchio e le ricadute pratiche per le comunità dei Villaggi. Far parte della famiglia ViMont ha portato crescita economica e ha creato flussi turistici importanti basati – da una parte – sulla qualità e genuinità nell’offerta di prodotti e servizi, dall’altra sul profilo generale delle singole comunità, valutate e certificate sulla base di un disciplinare rigoroso. L’aderenza al disciplinare è prerogativa essenziale che va dimostrata in fase istruttoria, ma soprattutto mantenuta nel tempo, dopo la eventuale proclamazione. Un impegno stringente, per la locale Sezione CAI e il Gruppo Regionale CAI proponenti, un proposito impegnativo per le Amministrazioni comunali, per gli abitanti e per gli attori economici che scelgono di aderire al progetto. Non l’ennesimo marchio, quindi, ma una certificazione CAI che indica, suggerisce e propone, agli oltre 370.000 Soci CAI e a tutti gli appassionati di montagna, località dove la qualità del vivere, del fare turismo, del fare impresa, devono sposarsi necessariamente con la salvaguardia degli ambienti incontaminati. Paesi, villaggi, che hanno saputo – nel tempo – mantenere e sviluppare un modo di interpretare il vivere in montagna come naturale prosecuzione di una storia antica. Prassi che si rinnovano, con il naturale elemento dell’adeguamento alla contemporaneità e alla tecnologia che ne deriva, ma rinunciando – con un atto volontario e intenzionale – alle sciagurate pratiche dell’industrializzazione delle produzioni tradizionali e del perseguimento di anacronistici modelli di sviluppo, economici e turistici, basati sull’infrastrutturazione e sul consumo di suolo: al contrario, comunità che hanno scelto di agire a vantaggio delle politiche di tutela dell’ambiente e delle tradizioni, insieme al recupero, valorizzazione e riabitazione dell’esistente patrimonio edilizio.

 



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