“RIPARTE L’AQUILA OVEST”, SPORT, MUSICA E INCLUSIONE: LA PERIFERIA DIVENTA COMUNITÀ

“RIPARTE L’AQUILA OVEST”, SPORT, MUSICA E INCLUSIONE: LA PERIFERIA DIVENTA COMUNITÀ

 

 

L'AQUILA - Il 2 e 3 ottobre scorsi, nuove iniziative a Coppito, Preturo, Poggio Santa Maria e Casaline. Negli occhi e nella partecipazione di bambini, ragazzi, famiglie e associazioni il successo di un progetto che mette al centro la persona: perché nessuno deve sentirsi escluso

Lo sport, la musica, la cultura e l’inclusione si sono incontrati il 2 e 3 ottobre negli appuntamenti del progetto “Riparte – L’Aquila Ovest”, ideato dalle ACLI e sostenuto dal Comune dell’Aquila.

Due giornate che hanno restituito un’immagine concreta del significato di fare comunità nelle periferie: bambini, ragazzi, famiglie, associazioni, musicisti e operatori insieme, in un clima di partecipazione e condivisione. Un progetto il cui successo si è letto soprattutto negli occhi e nella gioia dei partecipanti, trasformando le diverse attività in occasioni di incontro e di relazione.

LO SPORT COME STRUMENTO PER CREARE COMUNITÀ

La due giorni dedicata allo sport, curata dalla Polisportiva Atletico Amiternum, ha coinvolto bambini e ragazzi della zona ovest, con attività differenziate per fasce d’età tra Coppito e Preturo, attraverso calcio, pallavolo e momenti conviviali.

«Abbiamo organizzato insieme alle ACLI, e grazie alla presenza del Comune dell’Aquila, una due giorni rivolta ai ragazzi – ha spiegato Federico Vittorini, presidente della Polisportiva Atletico Amiternum –. In questa prima giornata a Coppito abbiamo coinvolto i bambini più piccoli, mentre a Preturo siamo stati con i ragazzi più grandi, dagli 11 ai 18 anni». Un’iniziativa che nasce dalla volontà di rafforzare il legame tra sport e territorio: «Cerchiamo di valorizzare lo sport giovanile nella zona ovest della città, territorio nel quale la nostra Polisportiva agisce ed è maggiormente di casa: Coppito, Preturo, Cese e tutta questa zona. Il nostro bacino comprende anche Sassa e Pettino. Cerchiamo veramente da anni di creare una piccola comunità intorno allo sport, partendo proprio dai ragazzi».

LA MUSICA CHE UNISCE GENERAZIONI E ABILITÀ

Accanto allo sport, la musica ha rappresentato un altro importante strumento di inclusione.

“Le Voci della Memoria”, la musica diventa partecipazione.Tra i protagonisti delle giornate ancora presente Aquila Altera, con “Le Voci della Memoria”, un laboratorio musicale iniziato all’Alloggio Comunale di Cese di Preturo e successivamente portato in scena al Teatro all’aperto di Cese di Preturo e al centro sociale anziani di Poggio Santa Maria.

Un’esperienza nella quale il pubblico non è rimasto semplice spettatore, ma è stato coinvolto direttamente attraverso il canto e la conoscenza degli strumenti della tradizione musicale medievale e rinascimentale dai bravissimi Maestri Maria Antonietta Cignitti e Antonio Pro. 

LA MUSICA D’AUTORE DI VINCENZO GUGLIELMI

Nel programma ha trovato spazio anche la proposta musicale del maestro Vincenzo Guglielmi, insieme ad Angelo Panetti, con l’esecuzione di brani inediti.

«Sono tutti brani inediti composti da me insieme con altri autori che hanno scritto i testi – ha spiegato Guglielmi –. Per quanto riguarda le musiche ho utilizzato dei temi che ho riorganizzato e ricomposto per la chitarra, che è il mio strumento da sempre, da 60 anni». Un repertorio nato dalla passione e dalla collaborazione con altri musicisti, con Panetti impegnato nello studio e nella preparazione dei brani.

A seguire la Fisorchestra Aquilana, diretta dal maestro Sergio Petronio, che ha portato nel progetto un ensemble composto da 13 musicisti: otto fisarmoniche, contrabbasso, batteria, pianoforte e sassofono. Ha presentato la performance musicale la brillante Giulia dell'associazione Camelot che ha raccolto numerosi applausi. 

«È stato un bellissimo progetto e siamo fieri di partecipare insieme all’associazione Camelot – ha raccontato Petronio –. Stiamo proponendo una serie di concerti e il fatto di spostarsi in queste zone ovest dell’Aquila è stato bello, perché il pubblico ha risposto molto positivamente».

Particolarmente significativo il legame costruito con i ragazzi di Camelot attraverso un precedente laboratorio musicale. «Abbiamo fatto un corso con i ragazzi di Camelot e la bellissima novità è la presenza di Giulia che ha presentato questi concerti. È una cosa bellissima».

Un passaggio che racchiude perfettamente il senso del progetto: non soltanto assistere a un evento, ma diventarne protagonisti.

CAMELOT: “I RAGAZZI HANNO BISOGNO DI ESSERE VISTI DAL TERRITORIO”

Per Sara Salini, fondatrice dell’Associazione Camelot, la partecipazione a “Riparte” rappresenta il naturale proseguimento di un percorso iniziato negli anni precedenti.

«Questo progetto ci ha visti coinvolti grazie al Comune dell’Aquila e alle Politiche sociali. In realtà era già cominciato con l’associazione di Sergio Petronio, che ha coinvolto i ragazzi di Camelot in un laboratorio musicale, proprio per unire l’autismo e la disabilità con la musica».

Un’esperienza che ha prodotto risultati concreti e che ha trovato negli appuntamenti di “Riparte” una nuova occasione per mostrarsi alla comunità.

«I ragazzi hanno bisogno di essere visti proprio dal territorio – sottolinea Salini –. Per me è un doppio traguardo: non solo il riconoscimento da parte delle istituzioni di un percorso che va avanti dal 2022, ma anche la possibilità di collaborare con altre associazioni che fanno teatro, musica e laboratori sempre più diversificati».

E proprio questa rete tra realtà differenti è uno degli elementi più significativi del progetto: «Permettere ai ragazzi di imparare sempre più cose, per me, è meraviglioso».

Nella serata del 2 ottobre, spazio ancora al teatro dialettale con la Kione APS – Compagnia Teatro/Dialetto, protagonista con “Leggende Aquilane”, rappresentazione ispirata ad alcune leggende legate alla città dell’Aquila. Protagonisti i bravissimi Fabrizia e Giulio. Un bel momento di incontro nel quale l’attività teatrale si è intrecciata con i valori dell’inclusione e della partecipazione.

LA SCHERMA ARRIVA A CASALINE

Il 3 ottobre, al Centro Culturale di Casaline di Preturo, spazio anche al Club Scherma L’Aquila 99, che ha presentato ai partecipanti una disciplina fondata su concentrazione, movimento, rispetto e passione.

«Siamo qui con alcuni dei nostri atleti per far vedere in cosa consiste questo sport e farlo provare a chi vorrà, qualunque sia l’età – hanno spiegato i rappresentanti del Club –. Partecipiamo ai campionati nazionali di scherma olimpica, ma abbiamo anche atleti paralimpici in carrozzina».

La scherma viene proposta inoltre come strumento di recupero e benessere: «Organizziamo anche corsi di scherma come strumento per la terapia di recupero per le donne operate al seno. Se la fisioterapia si fa attraverso la scherma è anche più divertente che andare in palestra».

Un ulteriore esempio di come lo sport possa diventare accessibile, inclusivo e trasversale, capace di rivolgersi a persone di età e condizioni differenti.

LIVIO VITTORINI: “CULTURA E SPORT STRUMENTI PODEROSI DI INCLUSIONE”

A sottolineare il valore complessivo delle iniziative è stato Livio Vittorini, consigliere comunale e presidente della Commissione Bilancio, che ha seguito il percorso del progetto.

«Da Coppito a Poggio Santa Maria e Collemare, passando per il campo comunale “Stefano Vittorini” di Preturo, cultura e sport si confermano strumenti poderosi di inclusione, aggregazione e coesione sociale».

Un ringraziamento è stato rivolto all’assessore alle Politiche sociali Manuela Tursini, «per aver creduto e scommesso, dopo il successo degli eventi sulla zona est, su un progetto fondato sulla sinergia tra le associazioni del territorio», e alle ACLI «per esserne state collante prezioso».

«A volte basta davvero poco per fare moltissimo: creare occasioni di incontro, rafforzare le comunità e far sentire ogni territorio parte di un progetto comune».

Particolarmente significativa la riflessione sul Campo Comunale “Stefano Vittorini” di Preturo, intitolato al padre del consigliere: «Il campo ha vibrato di emozioni positive. Papà sarebbe stato contento, ne sono certo, e i valori portati oggi sul campo a lui intitolato sono quelli che lo hanno ispirato per una vita».

“Queste due giornate ci restituiscono un risultato importante: quando le energie del territorio si incontrano, le politiche sociali diventano concrete. Abbiamo visto associazioni, famiglie, giovani e realtà diverse lavorare insieme e portare attività e occasioni di partecipazione anche nei quartieri e nei borghi della zona ovest. È questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: sostenere iniziative come queste e fare in modo che ogni parte della città abbia occasioni per crescere e sentirsi parte di una comunità viva” -dichiara l’assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila Manuela Tursini.

NESSUNO DEVE SENTIRSI ESCLUSO”

Le giornate del 2 e 3 ottobre hanno così restituito concretamente il senso di “Riparte – L’Aquila Ovest”: non semplicemente un calendario di eventi, ma un percorso capace di mettere in relazione persone, generazioni e realtà associative diverse.

Dallo sport alla musica, dalla scherma ai laboratori, fino alle attività inclusive di Camelot, ogni iniziativa ha contribuito a costruire uno spazio comune nel quale ciascuno possa sentirsi accolto, valorizzato e partecipe.

È questo il messaggio più forte arrivato dalle periferie della zona ovest: la comunità riparte dalle persone e dalle relazioni.

Perché inclusione e coesione non siano soltanto parole, ma esperienze vissute, e perché nessun bambino, nessun ragazzo, nessuna persona debba sentirsi esclusa.

“Riparte – L’Aquila Ovest” continua così il suo cammino, facendo delle periferie non luoghi ai margini, ma spazi vivi di comunità. Il percorso continua i prossimi appuntamenti.

 

 



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