LE PECORE E LA STORIA - di Angelo De Angelis

LE PECORE E LA STORIA

 

 

 

 

Quanto fastidio, da ragazzi, studiare la storia cercando di memorizzare date ed avvenimenti. Aveva lo stesso effetto che contare le pecore: sonni profondi funestati da incubi notturni per la interrogazione del giorno dopo!

Però le pecore dei nostri antichi padri Sabellici meritano un trattamento particolare e qualche data, a mo' di Bignami, dobbiamo almeno leggerla.

Anno 326 A.C. - L'ennesimo Ver Sacrum

Sannita finisce a bastonate. Come in tutti gli episodi di bullismo il ragazzetto sfigato chiama l'amico forte e finisce che l'aggressore le prende di santa ragione. Siamo in puglia, ed una tribù sannita di nuova costituzione occupa i pascoli dei Dauni. I Dauni vanno dagli amici potenti, i Romani che, dopo essersi fatti male ed aver fatto male ai terribili Sanniti in una precedente rissa sfociata in guerra aperta, avevano giurato di stare alla larga da quei puzzolenti pecorai di montagna.

I Dauni avevano un patto sacro coi romani, che alcuni senatori volevano rispettare. Ma avevano anche un patto sacro coi Sanniti, che altri senatori volevano a loro volta rispettare. Così la rissa si spostò dalle montagne appenniniche alla curia romana. Vinsero i senatori guerrafondai che ispirarono il capitolo dei nostri libri di storia di scuola dal titolo "La seconda guerra Sannitica".

Dunque il tratturo e la transumanza, i pascoli di montagna e quelli di pianura, da episodio folkloristico ormai dimenticato, entrò a pieno titolo nella grande storia e nei nostri incubi adolescenziali per l'imminente interrogazione.

Sappiamo tutti come finì: i romani vinsero, i Sanniti persero e Roma cominciò a mettere a reddito la risorsa pastorale. Come in una moderna organizzazione mafiosa imparò a chiedere il pizzo ai pastori transumanti, in cambio della garanzia di sicurezza durante lo spostamento stagionale delle greggi.

Il tutto ripulito attraverso la copertura della religione: ancora visibili ed oggetto di studio sono i santuari dedicati ad Ercole, protettore di guerrieri e pecorai. In quei luoghi si pregava, ci si rifocillava, si dormiva, il tutto sotto la protezione degli dei e di soldati romani ad un modico prezzo che contribuiva in maniera significativa all'arricchimento dell'erario della repubblica capitolina.

Altre date.

192 A.C. Il senatori romani, stanchi di correre dietro alle risse tra pastori ed agricoltori che scoppiavano lungo i tratturi, istituiscono la Magistratura Pastorale che, a suon di multe e bastonate, insegna a tutti come comportarsi da persone civili, e non da barbari puzzolenti.

111 A.C. Il senato romano disciplina l'Ager Pubblicus con una manovra finanziaria degna dei migliori statisti della nostra piccola Italia per il risanamento dei conti. Lo storico Romano Varrone, nel suo "De Re Rustica" elenca il nuovo tariffario che, sotto l'ignobile copertura di manovra finanziaria per razionalizzare il flusso delle pecore da monte a valle e da valle a monte, rimpolpa l'erario con nuove entrate e con un nuovo sistema di riscossione.

Beh, direi che per oggi basta così.

Ho appena ultimato il rito della vestizione mattutina con l'applicazione di compeed per alleggerire la pressione sulle incipienti vesciche ai piedi, spalmato di crema solare braccia fronte e naso, che rischiano la trasformazione in carbonella, indossato l'unico paio di pantaloni e scarponi che mi accompagnano da cinque giorni.

Ieri abbiamo percorso la tratta Vacri Lanciano socializzando con le numerose amministrazioni comunali, Pro loco e gruppi di abitanti incuriositi dal nostro camminare. Abbiamo gradito l'accoglienza a noi riservata e sancito il patto sacro di amicizia con abbondanti libagioni.

Abbiamo stentato a digerire i numerosi "sdigiuni" offerti, in compenso abbiamo digerito senza problemi alcune date, grazie ai tanti passi che ci hanno portato a spasso per l'Abruzzo e per la storia.

Oggi chissà!

 

 



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