Ama L’Aquila, citazione davanti alla Corte dei conti: Biondi e gli ex amministratori replicano
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-10-03 | Commenti: 0 | Letto 176 volte
Ama L'Aquila, citazione davanti alla Corte dei conti: Biondi e gli ex amministratori replicano
L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, gli ex assessori Fausta Bergamotto e Carla Mannetti e l’allora amministratore unico di Ama Gianmarco Berardi hanno ricevuto la notifica di un atto di citazione dinanzi alla Corte dei conti nell’ambito della vicenda relativa alle indennità riconosciute ai lavoratori dell’Azienda della mobilità aquilana e al trasferimento di risorse comunali alla società.
La vicenda, spiegano in una nota congiunta Biondi, Bergamotto, Mannetti e Berardi, risale agli anni 2020 e 2021, quando Ama si trovava in una situazione finanziaria e organizzativa particolarmente delicata. Secondo la ricostruzione fornita dai quattro amministratori, l’azzeramento della contrattazione di secondo livello aveva acuito una differenza di trattamento economico tra i dipendenti assunti prima del 1999 e quelli entrati successivamente.
La situazione aveva prodotto anche contenziosi davanti al giudice del lavoro e una fase di forte tensione sindacale, con l’apertura di una procedura di raffreddamento in Prefettura e proteste dei lavoratori.
Il fondo perequativo per i lavoratori
È in questo contesto che, secondo quanto riferito nella nota, venne definito un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali per ridurre le differenze salariali e garantire maggiore stabilità all’azienda.
Il procedimento portò a un verbale di conciliazione e alla previsione di un fondo perequativo. Le risorse, sostengono gli interessati, furono trasferite dal Comune ad Ama con l'obiettivo di consentire alla società di rispettare gli impegni assunti nei confronti dei dipendenti e, contestualmente, di adeguare il servizio alle esigenze dell'utenza e all'emergenza Covid allora in corso.
Biondi, Bergamotto, Mannetti e Berardi sottolineano che le decisioni non sarebbero state assunte autonomamente dalla parte politica, ma all'interno di un procedimento amministrativo che avrebbe coinvolto uffici comunali, dirigenti, organi societari e consulenti.
Nella documentazione richiamata nell'atto di citazione, affermano, sarebbero presenti anche relazioni e proposte dell'amministratore unico, del collegio sindacale e del revisore unico, oltre all'attività degli uffici comunali.
«Nessun beneficio personale»
I quattro respingono inoltre l'idea che dalle decisioni assunte possa essere derivato un vantaggio personale per gli amministratori.
«Nessun amministratore ha tratto alcun beneficio personale da quelle decisioni», affermano, sottolineando che i fondi contestati sarebbero stati destinati esclusivamente all'azienda.
La loro posizione è che, in quel momento, l'amministrazione fosse chiamata a gestire una situazione caratterizzata da forte conflittualità sindacale, impegni assunti con i lavoratori e la necessità di assicurare la continuità di un servizio pubblico ritenuto essenziale per la città, in particolare per studenti, anziani e categorie fragili.
Ora la parola passa alla Corte dei conti
Gli interessati dichiarano di vivere «con amarezza» il fatto di dover oggi rispondere personalmente delle scelte compiute, precisando tuttavia che sarà il collegio giudicante della Corte dei conti a valutare nel merito le singole posizioni.
«Nelle sedi competenti faremo valere tutte le nostre ragioni», affermano, rivendicando di aver agito «in perfetta buona fede» e con l'obiettivo di tutelare Ama, i suoi lavoratori e l'interesse della comunità.
Nella parte finale della nota viene inoltre sollevata una preoccupazione rispetto alla ricostruzione della Procura contabile. Secondo i quattro, l'eventuale riconoscimento dell'illegittimità dell'accordo sindacale potrebbe riaprire una questione a danno dei lavoratori e, di conseguenza, incidere su un servizio considerato essenziale per la città.
La vicenda entra ora nella fase giudiziaria, nella quale saranno esaminate le responsabilità individuali e la legittimità delle procedure e delle decisioni assunte negli anni 2020 e 2021.
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