Grande partecipazione a L’Aquila per Miguel Gotor e “L’omicidio di Piersanti Mattarella”
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-09-27 | Commenti: 0 | Letto 172 volte
Grande partecipazione ieri per l’incontro dedicato a Miguel Gotor e al suo libro L’omicidio di Piersanti Mattarella. L’Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna. 1979-1980, incluso nella cinquina finalista del Premio Strega Saggistica 2026.
L’AQUILA - L’iniziativa, promossa nell’ambito del Premio Bonanni, ha riunito un pubblico attento attorno a una delle pagine più complesse e ancora aperte della storia italiana. Dopo il saluto di Stefania Pezzopane, presidente della Giuria del Premio Bonanni, è intervenuto Fabrizio Marinelli, presidente della Fondazione Carispaq. Il dialogo è poi entrato nel vivo con Miguel Gotor e Alessandro De Angelis, vicedirettore del quotidiano La Stampa.
Nell’introdurre l’iniziativa, Stefania Pezzopane ha ricordato il valore degli incontri culturali promossi dal Premio Bonanni, nell’anno di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura: “Alla parola cultura attribuiamo un significato molto profondo. Per questo stiamo organizzando momenti di riflessione, incontri con libri, autori e autrici, con i quali apriamo conversazioni libere.”
Riferendosi al volume di Gotor, Pezzopane ha poi aggiunto: “Questo libro, in particolare, è speciale. In realtà sono due libri insieme: uno sull’assassinio di Piersanti Mattarella e l’altro, intrecciato al primo, è un importante approfondimento storico sulle stragi, sugli intrecci tra mafia e politica e sui delitti politici.”
Nel libro, Gotor propone un’indagine lucida e documentata sull’omicidio di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana ucciso il 6 gennaio 1980. Attraverso il delitto Mattarella, l’autore ricostruisce gli intrecci tra mafia, potere politico e apparati deviati, collocando quella vicenda nel quadro più ampio degli anni tra il 1979 e il 1980: Palermo, Ustica, Bologna e una stagione segnata da passaggi politici e istituzionali decisivi.
Durante l’incontro, Gotor ha spiegato che il punto di partenza del libro è stato il fascino esercitato dalla figura di Piersanti Mattarella, “delfino” di Aldo Moro e protagonista di un progetto di rinnovamento politico in Sicilia. Da studioso della vicenda Moro, l’autore ha voluto interrogarsi su ciò che accadde negli anni successivi alla morte dello statista democristiano, fino all’affermazione del nuovo quadro politico dei primi anni Ottanta.
Alessandro De Angelis ha richiamato la centralità del 1980, anno in cui l’omicidio Mattarella si inserisce in una sequenza di eventi politici e giudiziari ancora densa di interrogativi. Nel corso del confronto è emersa anche la persistente attualità della vicenda: a quasi cinquant’anni dai fatti, l’inchiesta della Procura di Palermo resta aperta e l’individuazione degli esecutori materiali dell’omicidio non è ancora giunta a una conclusione definitiva.
Gotor ha, infine, sottolineato la necessità di affiancare allo sguardo giudiziario una piena ricostruzione storica, capace di restituire peso e memoria a un delitto di straordinaria rilevanza nazionale. L’omicidio del presidente della Regione Siciliana, ha evidenziato, non può essere letto come un fatto isolato: riguarda il futuro politico del Paese, il destino degli eredi di Moro e le tensioni che attraversavano l’Italia e lo scenario internazionale.
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