Paganica, una serata tra fede, storia e tradizioni: presentato il nuovo volume di Cavalli e Lalli

Presentato nella sala civica il volume di Enrico Cavalli e Giuseppe Lalli. Una serata tra storia della diocesi, tradizioni popolari e memoria della valle del Raiale

 

 

PAGANICA – Una sala civica gremita e una platea attenta e partecipata hanno accompagnato, sabato 19 settembre, la presentazione di “Saggi di religiosità aquilana”, il nuovo volume di Enrico Cavalli e Giuseppe Lalli, dedicato alla storia religiosa dell’Aquila e alle tradizioni delle comunità della valle del Raiale.

Un appuntamento che ha riportato al centro dell’attenzione la memoria del territorio, attraverso un libro che intreccia storia ecclesiastica, devozione popolare e testimonianze locali.

A moderare l’incontro è stato il giornalista Fulgo Graziosi. La relazione è stata affidata a Stefania Di Carlo, docente ISSRAQ, mentre alcuni brani sono stati proposti attraverso le letture della professoressa Marcella Placidi e del dottor Gianfranco Catone. A rappresentare il Comune dell’Aquila è intervenuto il consigliere comunale dottor Daniele Ferella.

Due sguardi sulla religiosità aquilana

Il volume propone un’edizione aggiornata e ampliata di due raccolte di saggi, accomunate dal tema della religiosità aquilana ma caratterizzate da prospettive differenti.

La prima parte, firmata da Enrico Cavalli, ripercorre la storia della diocesi dell’Aquila dalle origini fino al Giubileo del 2025. Un viaggio attraverso secoli di storia religiosa e civile, che segue l’evoluzione della diocesi e il ruolo avuto dalla Chiesa nelle vicende della città e del territorio.

La seconda parte è invece dedicata ai saggi di Giuseppe Lalli sulla religiosità nella valle del Raiale. Qui la prospettiva si fa più vicina alle comunità e alla memoria dei luoghi, con un percorso tra devozioni, tradizioni e testimonianze che hanno contribuito a costruire l’identità religiosa delle popolazioni della valle.

Dalla storia della diocesi alle devozioni delle comunità

È proprio nell’incontro tra queste due dimensioni che si sviluppa il filo conduttore del libro: da un lato la grande storia della diocesi aquilana, dall’altro la religiosità vissuta quotidianamente nelle comunità e tramandata attraverso la memoria.

Luoghi di culto, vicende ecclesiastiche, devozioni e tradizioni popolari diventano così tasselli di un patrimonio che racconta non soltanto la storia della fede, ma anche quella delle persone e dei territori.

La serata di Paganica ha offerto quindi l’occasione per riportare alla luce una parte significativa della memoria aquilana, in un confronto che ha coinvolto autori, studiosi, istituzioni e pubblico. Un appuntamento nel segno della cultura locale e della riscoperta delle radici religiose e sociali del territorio.

 

 

 



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