IN RICORDO DI GIULIO DI NARDO, VENUTO A MANCARE PREMATURAMENTE

Oggi, 16 settembre, presso la Chiesa delle Anime Sante, verrà dato l’ultimo saluto a Giulio Di Nardo, nato a Frattura di Scanno, cresciuto a Sulmona e vissuto nella città dell’Aquila.

 

 

Giulio trascorse un’infanzia felice tra le montagne di Frattura, borgo baciato dal sole, immerso nella neve d’inverno e affacciato sullo splendido Lago di Scanno. Accanto a lui c’erano la sorella Antonietta, i cugini e le cugine, con i quali condivideva interminabili partite di pallone alla Ruccia e appassionate sfide contro le squadre di Villalago e Scanno.

Quella bellezza, insieme alla semplicità e alla gioia di quegli anni, rimase sempre viva nel suo cuore e tornava spesso nei racconti con cui Giulio amava trasmettere ai figli e ai suoi preziosi nipoti il ricordo della propria infanzia.

Dopo aver frequentato il liceo nella città di Ovidio, Sulmona, Giulio iniziò anche a lavorare, offrendo il proprio aiuto alla madre Bruna dopo la perdita del padre, Amidoro, emigrato in Venezuela. Ricordava spesso il viaggio compiuto con la sua amata madre, in nave dal porto di Napoli, per raggiungere il padre. Nei suoi racconti, quel viaggio assumeva una dimensione quasi leggendaria, tanto profondo era il segno che aveva lasciato nella sua memoria.

Durante gli anni trascorsi a Sulmona, Giulio iniziò a vivere intensamente la vita parrocchiale. Fu proprio lì che incontrò Maria Grazia, che frequentava le attività della parrocchia insieme alla sorella Zena. Da quell’incontro nacque un grande amore, destinato a diventare il fondamento della sua vita e della splendida famiglia che avrebbero costruito insieme.

In seguito, la città dell’Aquila lo accolse, dopo che ebbe vinto un concorso presso il Ministero delle Finanze. Qui Giulio completò gli studi universitari, conseguendo una laurea in Lingue e una in Scienze religiose. Il suo ruolo di conservatore presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari lo fece conoscere e apprezzare in tutta la città. In queste ore, il ricordo e la riconoscenza di avvocati, notai e di quanti ebbero modo di rapportarsi professionalmente con lui testimoniano la sua grande competenza, la disponibilità e l’indiscussa onestà.

La sua raffinatezza culturale fu sempre accompagnata da un profondo cammino di fede, visibile nella partecipazione assidua ai sacramenti e nella fermezza delle sue idee, saldamente ancorate ai principi cristiani della vita e della famiglia.

Con Maria Grazia formò una famiglia numerosa, composta da sette figli e da tanti nipoti, ai quali trasmise anche la passione per il rugby, sport che amava profondamente e che aveva praticato con entusiasmo.

Oggi Giulio ci lascia, ma la sua vera eredità rimane impressa nelle anime e nelle vite di tutti coloro che lo hanno incontrato. Restano il suo esempio, la sua fede, la sua cultura, la sua rettitudine e l’amore che ha saputo donare alla famiglia e a quanti gli sono stati vicini.

Nel suo ultimo viaggio è stato accompagnato e tenuto per mano dai figli e dai nipoti più grandi, circondato dall’affetto dei suoi cari e sostenuto dalla presenza dei sacerdoti che gli hanno voluto bene e che hanno saputo riconoscere la profondità della sua fede e il suo grande spessore spirituale.

Grazie, Giulio, per tutto ciò che sei stato e per tutto ciò che continuerai a essere nei nostri cuori.

A Dio.

 



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