HAMU - Necessario fare rete contro la fuga dei talenti e lo spopolamento delle aree interne
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-09-11 | Commenti: 0 | Letto 157 volte
HAMU (Hub Abruzzo, Marche e Umbria): “Necessario fare rete contro la fuga dei talenti e lo spopolamento delle aree interne”
·Presentato oggi ad Ancona il Rapporto sull'imprenditorialità, commissionato da HAMU all'Università Politecnica delle Marche (Univpm). L'evento è organizzato da HAMU, associazione strategica che riunisce dieci università, tre Confindustrie, tre Confartigianato, la CCIAA Marche e le principali Fondazioni bancarie e culturali delle tre regioni;
·Nel quinquennio 2019-2024, la crescita degli addetti si è fermata al +5,8% contro la media nazionale dell’8,1%, nel 2023 le nuove iscrizioni sono due terzi rispetto al 2010.
·Aree interne colpite dallo spopolamento e da un saldo migratorio negativo per i laureati.
Ancona, 11 settembre 2026 – In Umbria, Marche e Abruzzo nel 2023 le iscrizioni al Registro delle Imprese si sono ridotte a circa due terzi rispetto ai livelli del 2010. Una crisi acuta, soprattutto nelle aree interne colpite dal costante calo demografico e dall’esodo di giovani laureati. Nel quinquennio 2019-2024 la crescita degli addetti nell’industria e nei servizi nelle tre regioni si è fermata al +5,8%, contro una media nazionale dell'8,1%, mentre complessivamente le regioni del centro Italia scontano un ritardo nei servizi avanzati: l'informazione e la comunicazione pesano il 2,2% rispetto al 3,5% nazionale, la finanza l'1,3% a fronte del 2,8% e i servizi alle imprese si fermano al 4,9% (contro l’8,4%).
Sono questi i dati emersi dal Rapporto commissionato da HAMU – Hub Abruzzo, Marche e Umbria, associazione strategica che riunisce dieci università, tre Confindustrie, tre Confartigianato, la CCIAA Marche e le principali Fondazioni bancarie e culturali delle tre regioni all'Università Politecnica delle Marche (Univpm) e presentato oggi ad Ancona durante il convegno “Talenti, tecnologia, territorio. Il sistema imprenditoriale delle regioni HAMU”, organizzato dalla stessa associazione.
“I trend negativi delle aree interne non devono e non possono definire strutturalmente il futuro del Centro Italia”, ha commentato Fabio Graziosi, Presidente HAMU e Rettore dell'Università dell'Aquila. “Dobbiamo affrontare lo spopolamento, la bassa produttività e la fuga di cervelli, ma abbiamo tutti gli strumenti per farlo. Lo sviluppo delle aree interne passa da una strada obbligata: far crescere le nostre imprese e favorire le aggregazioni, perché è proprio l'assenza strutturale di grandi aziende a frenare la nostra crescita”.
“La nostra è una realtà dalla forte vocazione manifatturiera, ma oggi è indispensabile un’evoluzione del sistema per continuare a essere protagonisti del cambiamento in atto”, ha dichiarato Roberto Cardinali, Presidente di Confindustria Marche. “Per andare oltre i singoli confini territoriali dobbiamo fare squadra. In particolare, le Marche vivono oggi la duplice sfida – tra criticità e opportunità – di attrarre e trattenere i talenti per garantire quel passaggio generazionale fondamentale a traghettare le imprese nel futuro. Attirare un giovane non significa soltanto offrire una posizione lavorativa, ma richiede una sinergia profonda tra imprese e territorio: chi sceglie un’azienda sceglie infatti anche la qualità dei servizi che la circondano, dalla sanità alle scuole, fino alla mobilità e alle connessioni”.
“Di fronte a trend negativi e a livelli ancora troppo bassi di investimento in Ricerca e Sviluppo, l’interazione tra le tre regioni diventa cruciale.” Aggiunge Lorenzo Dattoli, Presidente Confindustria Abruzzo Medio Adriatico. “Dobbiamo affrontare con determinazione il nodo delle microimprese: in questa fase serve una maggiore collaborazione tra le piccole realtà non solo per evitare che vengano fagocitate dal mercato, ma per consentire loro di investire in R&S e raggiungere la competitività necessaria per confrontarsi con i grandi player”.
A confermare la vitalità delle eccellenze locali è la classifica delle Top 500 imprese del Centro Italia – distribuite tra Marche (213), Abruzzo (156) e Umbria (131) – che vede in testa player come Ariston Group, Acciai Speciali Terni e Brunello Cucinelli, trainate da commercio, metallurgia e alimentare.
Per invertire la rotta e dare sostanza all'esigenza di fare sistema, dal convegno è emersa la necessità di trasformare il territorio in una vera e propria "super regione" capace di farsi amministratrice delle traiettorie per il futuro. Essenziale lo sviluppo di una politica industriale selettiva e integrata condivisa tra le tre regioni, che superi gli investimenti "a pioggia” e che si focalizzi invece sulle filiere più promettenti, mettendo a sistema le vocazioni complementari dei territori: l’automotive e l'aerospazio in Abruzzo, i distretti manifatturieri nelle Marche e le tecnologie legate a sostenibilità e digitale in Umbria. Alla luce della riforma in corso, che vedrà la gestione dei fondi non più ad esclusivo appannaggio delle Regioni, HAMU intende candidarsi, attraverso la sua struttura operativa di riferimento Vitality, alla gestione dei fondi strutturali al 2034, con l'obiettivo di interloquire con il MIMIT per l'amministrazione delle future risorse dei fondi strutturali europei (2028-2034), che dovranno essere orientate alla diversificazione per generare reali opportunità di occupazione per i giovani.
Infine, per colmare il gap nella spesa in Ricerca e Sviluppo, non basta più il tradizionale trasferimento tecnologico. Occorre passare dalla semplice concertazione a una vera e propria coprogettazione tra atenei e imprese, che devono pensare e progettare insieme sin dalle fasi iniziali per costruire catene del valore realmente condivise e innovative.
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