Auto storiche e giovani ingegneri, il Circuito di Collemaggio guarda al futuro
Posted by Antonio Giampaoli
| 2026-06-07 | Commenti: 0 | Letto 16548 volte
Auto storiche e giovani ingegneri, il Circuito di Collemaggio guarda al futuro
All’Emiciclo il convegno promosso da Auto Antiche Aquilane con l’Università dell’Aquila: memoria motoristica, cultura tecnica e Formula SAE nell’anno della Capitale italiana della cultura
L’AQUILA – Dalla memoria del Circuito di Collemaggio alla Formula 1 contemporanea, passando per il motorismo storico, l’ingegneria, la formazione universitaria e le nuove sfide della mobilità. È stato questo il filo conduttore del convegno “Evoluzione tecnica e cultura dell’automobile. Dal Circuito di Collemaggio alla Formula 1”, promosso da Auto Antiche Aquilane in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria industriale, dell’informazione e di economia (DIIIE) dell’Università dell’Aquila, nella Sala Ipogea di Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale d’Abruzzo.
L’iniziativa, moderata dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola, si inserisce nel percorso di valorizzazione della storia motoristica aquilana nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026. Al convegno si affiancano un’esposizione di vetture storiche e una mostra fotografica dedicate al Circuito di Collemaggio e alla tradizione automobilistica del territorio, entrambe visitabili fino a domani, domenica 7 giugno.
Ad aprire i lavori è stato Antonio Rossi, presidente di Auto Antiche Aquilane, che ha ricordato la genesi dell’iniziativa, nata dopo la designazione dell’Aquila a Capitale italiana della cultura.
Il vicesindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele, ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, riconoscendo a Rossi il merito di aver custodito nel tempo la memoria del Circuito di Collemaggio. «È importante che nell’anno della Capitale italiana della cultura si ricordi che all’Aquila si svolgeva una manifestazione automobilistica di grande valore», ha osservato Daniele, definendo le vetture esposte «un grande regalo per la città».
Giampaolo Arduini, in rappresentanza della Fondazione Carispaq, ha confermato il sostegno all’iniziativa, sottolineando il ruolo degli enti culturali nella promozione di progetti capaci di valorizzare il territorio e la città dell’Aquila.
Il racconto storico del Circuito di Collemaggio è stato affidato al giornalista Massimo Rampini, che ha ripercorso il tracciato urbano della gara. Le vetture, nel luglio del 1950, erano schierate sul viale di Collemaggio, nei pressi della Basilica, per poi lanciarsi lungo viale Crispi, Porta Napoli e la zona sud della città. «Quel circuito richiedeva coraggio: tra Collemaggio, viale Crispi e Porta Napoli serviva davvero il pelo sullo stomaco», ha spiegato. Tra gli episodi ricordati, anche la partecipazione nel 1951 di Maria Teresa De Filippis, futura prima donna a gareggiare in Formula 1, e quella di Anna Maria Peduzzi nel 1952.
Il convegno ha poi allargato lo sguardo alla storia industriale e tecnica del motorismo abruzzese con l’intervento di Tazio Taraschi, figlio del costruttore Berardo Taraschi. «Mio padre aveva sempre la voglia di migliorare, di prendere il meglio da un oggetto o da una motocicletta rispetto a un’altra», ha ricordato. Dalle prime motociclette alle vetture Urania e Giaur, il percorso di Berardo Taraschi è stato caratterizzato da sperimentazione, telai tubolari, alleggerimento dei materiali e soluzioni tecniche innovative.
Il contributo di Francesco Maurizi ha arricchito la ricostruzione del contesto storico e sportivo, mentre la parte accademica è stata introdotta da Vincenzo Stornelli, presidente del DIIIE dell’Università dell’Aquila, che ha collegato la memoria del motorismo storico alla progettazione contemporanea.
Luca Di Angelo, presidente del Consiglio dei corsi di studio di Ingegneria meccanica dell’Università dell’Aquila, ha inserito il progetto Formula SAE degli studenti nel percorso più ampio dell’Ateneo, ricordando una storia iniziata nell’anno accademico 1973-1974 e segnata dalla sinergia tra ricerca, progettazione e didattica.
Il racconto del presente e del futuro è stato affidato agli studenti di ScuderiaAQ, il team Formula SAE dell’Università dell’Aquila, rappresentato da Francesco D’Agnese, team leader, Licia Laudadio, direttrice finanziaria, e Mattia Silvestri, direttore tecnico.
A chiudere il percorso è stato Stefano Nicoli, giornalista aquilano e osservatore della Formula 1, che ha portato il racconto fino alla massima serie automobilistica contemporanea, descrivendola come «un laboratorio tecnologico, un fenomeno mediatico globale e un potente strumento di comunicazione».
Dal Circuito di Collemaggio alla Formula 1, il convegno ha così costruito un racconto unitario della storia dell’automobile come espressione di cultura, tecnica, memoria, industria, formazione e innovazione. Un percorso che ha restituito alla città una pagina importante della propria identità motoristica e, al tempo stesso, ha mostrato come quella passione continui a vivere nei laboratori universitari, nei progetti degli studenti, nelle nuove tecnologie e nella capacità dell’Aquila di creare sinergie tra istituzioni, associazioni, ricerca e territorio.
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